23 agosto 2019
Aggiornato 07:30

Calenda: «Folle e ridicolo è Renzi, così Salvini al 60%»

L'ex Ministro Carlo Calenda commenta il piano dell'ex Presidente del Consiglio: «Se vuole tempo per fare partito lo dica, non siamo fessi»

Carlo Calenda, ex Ministro del Governo Gentiloni
Carlo Calenda, ex Ministro del Governo Gentiloni ANSA

ROMA - «E' folle quello che tratteggia Renzi, è un tentativo di prendere qualche mese in più, nel frattempo levare le castagne dal fuoco con un governo tecnico che dovrebbe fare una manovra lacrime e sangue, votandola assieme al Movimento 5 Stelle e a Forza Italia per avere infine Salvini al 60%». Carlo Calenda, intervistato da Radio Capital, commenta così il piano di Matteo Renzi per un governo istituzionale sostenuto da varie forze politiche con il conseguente rinvio delle elezioni.

Andare al voto senza paura

«C'è una grande battaglia da combattere - aggiunge l'europarlamentare del Pd - va costruito un fronte largo e andare al voto senza paura, perché altrimenti oltre al rischio di perdere le elezioni c'è la certezza di perdere l'onore. Sarebbe oltretutto un favore a Matteo Salvini, il quale non aspetta altro che fare sei mesi di campagna elettorale dando addosso a un governo tecnico sostenuto da Pd e M5S. Noi a quel punto non avremmo la possibilità di essere credibili con gli elettori. Non possiamo fare accordicchi o scorciatoie».

Non possiamo stare appesi al partito di Renzi

Secondo Calenda l'appello di Renzi a tutte le forze politiche «è una mossa furbesca per passare dal 'senza di me, mai con i Cinque Stelle' al 'faccio una cosa con i Cinque Stelle'. E' una ridicolaggine». Alla domanda se l'ex premier si stia muovendo come leader di un partito che ancora non c'è Calenda risponde spiegando che «Renzi vuol fare un partito e ha bisogno di mesi in più. Lo posso anche capire ma noi non possiamo stare appesa al Partito di Renzi che deve nascere. Renzi - conclude Calenda - lo faccia a viso aperto dicendo che ha bisogno di mesi un più per creare il suo partito e non si inventi scuse perché non è che siamo tutti fessi».

Franceschini: «PD discuta senza rancori»

«Dopo l'intervista di Matteo Renzi invito tutti nel Pd a discutere senza rancori e senza rinfacciarsi i cambiamenti di linea. Io lo farò. Anche perché in un passaggio così difficile e rischioso, qualsiasi scelta potrà essere fatta solo da un Pd unito e con la guida del segretario». Lo scrive su Twitter Dario Franceschini.

Miceli «Grazie a Salvini bruciati 15 mld in un giorno»

«Ecco i risultati del primo giorno di crisi. Da una stima approssimativa, Piazza Affari in totale ha bruciato in un solo giorno 15 miliardi. La Borsa italiana chiude in calo del 2,48%». Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Carmelo Miceli. «Sul listino principale - prosegue - il crollo è impressionante: A2A (-3,27%), Azimut (-3,69%), Banco Bpm (-9,12%), Bper (-7%), Buzzi (-3,61%), Campari (-2,06%), Cnh Industrial (-2,76%), Exor (-2,2%), Fca (-2,06%), Ferragamo (-2,1%), Ferrari (-2,1%), Fineco (-4,05%), Generali (-2,71%), Intesa Sanpaolo (-3,63%), Italgas (-4,05%), Leonardo (-4,31%), Mediobanca (-2,66%), Pirelli (-4,36%), Poste Italiane (-6,68%), Prysmian (-3,42%), Snam (-3,07%), Telecom Italia (-5,85%), Terna (-3,52%), Ubi Banca (-8,42%), Unicredit (-5,13%) e Unipol (-3,63%). Lo spread è schizzato a 240, un dato che pesa oltre 1 miliardo di euro sugli interessi che l'Italia pagherà sui propri titoli di stato. Come se non bastasse l'esercizio provvisorio si fa sempre più vicino e l'aumento dell'Iva appare ormai inevitabile. Complimenti Capitano! #primaileghisti».