21 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

Carlo Calenda al PD: «Basta divisioni, Zingaretti Premier del Governo ombra»

L'ex Ministro dello Sviluppo intervistato dal Corriere della Sera: «Si ricomincia con le stesse liti dei tempi di Renzi». Pinotti: «Fare una scissione sarebbe una follia»

Carlo Calenda con Nicola Zingaretti
Carlo Calenda con Nicola Zingaretti ANSA

ROMA - In un'intervista al Corriere della Sera Carlo Calenda, eurodeputato del Pd, spiega perché ha detto di vergognarsi del suo partito: «E' la sensazione che immagino oggi abbiano i nostri elettori. Dopo aver lavorato uniti per le Europee, dal giorno successivo,come nel film 'Il giorno della marmotta', si ricomincia con le stesse liti dei tempi di Renzi segretario.Non se ne può più».

Formiamo un Governo ombra

Calenda invita dunque il Pd a ricompattarsi e a trovare un maggior coordinamento: «Noi possiamo assumere due prospettive. Rinunciare a coordinarci e quindi dire che il Partito democratico sarà un caos da adesso fino alla fine dei suoi giorni, che a quel punto saranno molto vicini, oppure dire che proviamo a rilanciarlo. E come? Come in Inghilterra, con un governo ombra il cui premier è il segretario o il presidente del partito, nel caso specifico,che coordina l'opposizione e le proposte di rilancio del Paese. In questo gabinetto ombra ci devono essere persone che abbiano esperienza ma anche visibilità pubblica perché purtroppo l'opposizione non si fa solo in Parlamento ma anche sui mezzi di informazione. Persone che si vedono una volta ogni due settimane per coordinarsi».

Pinotti: «Fare una scissione sarebbe una follia»

La scissione nel Pd «sarebbe una follia. Ma la forza con cui viene criticato il fatto di non essere stati inclusi mi sembra un messaggio antitetico alla scissione». Lo ha affermato al Corriere della Sera Roberta Pinotti riferendosi alle polemiche nate dopo la definizione della nuova segreteria del partito (di cui lei fa parte). «Zingaretti - ha spiegato - ha fatto la segreteria e ci sono due personalità che non fanno parte della maggioranza in senso stretto, come Giorgio Gori e Maurizio Martina. Poi ci saranno molti altri incarichi di lavoro: dipartimenti e forum tematici. E io riterrei importante aprire a sensibilità diverse».

«Bisogna lavorare insieme»

«In un momento in cui alla guida dell'Italia c'è un governo pericoloso, che fa scelte di destra - ha continuato Pinotti - io credo che tutte le anime e le culture del Pd debbano riuscire a lavorare insieme. È un bene che una parte della minoranza voglia sentirsi più coinvolta».