21 luglio 2019
Aggiornato 11:00
Senato

La class action è legge. Il Ministro Bonafede: «Da oggi cittadini più forti»

Sul provvedimento si è aperto uno scontro fra M5S e Forza Italia, con i pentastellati che rivendicano come una propria vittoria l'aver riformato la vecchia azione di classe del 2006

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede
Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede ANSA

ROMA - Il Senato ha approvato a larghissima maggioranza il ddl di riforma della class action che sposta la disciplina dell'azione collettiva dal codice del consumo a quello di procedura civile, generando uno strumento di portata più ampia. I voti a favore sono stati 206, gli astenuti 44 e un solo voto contrario, quello del senatore di Fi Gaetano Quagliariello che ha votato «no» in dissenso dal proprio gruppo che si è astenuto. Sul provvedimento infatti si è aperto uno scontro fra M5S e Forza Italia, con i pentastellati che rivendicano come una propria vittoria l'aver riformato la vecchia azione di classe del 2006.

Grande soddisfazione è stata manifestata dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che nella scorsa Legislatura aveva proposto un testo simile. «Finalmente i cittadini italiani hanno uno strumento per unirsi e far valere insieme i propri diritti. Finalmente la giustizia in Italia è al servizio dei cittadini onesti», ha commentato. Anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, parla di «strumento efficace per far valere i propri diritti. Ora - ha sottolineato - i cittadini saranno più forti e potranno difendersi dai comportamenti scorretti di gruppi di potere, lobby e aziende senza scrupoli».

Compatti tutti i senatori pentastellati a rivendicare la vittoria. Alessandra Riccardi, capogruppo in commissione Giustizia di palazzo Madama, ha commentato: «L'approvazione della nuova class action è una vittoria del Movimento 5 Stelle e di tutta l'Italia. Da oggi i cittadini hanno a disposizione uno strumento efficace per far valere i propri diritti nei confronti delle imprese che si comportano in modo scorretto».

Forza Italia è andata invece all'attacco, annunciando l'astensione dal voto. Per i senatori azzurri si tratta di una «brutta legge fatta male e promossa peggio che porterà ulteriore confusione e danni al Paese». Un «testo pasticciato scritto guardando a una sola delle parti in causa, quella dei consumatori, quasi che le imprese siano considerate sempre in malafede e quindi non meritevoli di tutela e da penalizzare».

Il testo - simile a quello proposto da Bonafede e il cui iter di approvazione si era poi bloccato - contiene diverse novità. Dallo spostamento della disciplina al codice di procedura civile, all'ampliamento delle situazioni giuridiche tutelate, fino al passaggio di competenza alla sezione specializzata in materia d'impresa dei tribunali.