14 ottobre 2019
Aggiornato 00:30

Primarie PD, Renzi: «Non farò la guerra a chi vince»

L'ex Premier: «Al massimo sono contro Salvini e Di Maio. Bene no di Martina, Zingaretti, Giachetti ad accordi coi 5 stelle». Anzaldi: «Impedire inquinamento voto primarie»

Matteo Renzi
Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Domani si vota per le primarie del Pd. Auguri ai tre candidati: Martina, Zingaretti, Giachetti». Lo ha scritto nella sua newsletter enews il senatore del Pd Matteo Renzi. «Mi fa piacere - ha aggiunto l'ex leader dem - che tutti e tre abbiano escluso accordi coi Cinque Stelle e ritorni al passato. Chiunque vinca non dovrà temere da parte mia alcuna guerriglia come quella che io ho subito. Alcuni media dicono che si deve andare a votare 'contro Renzi'. Io penso che sia il riflesso condizionato di chi a sinistra combatte da sempre il Matteo sbagliato».

Sono contro Salvini e Di Maio

Secondo Renzi «le primarie del Pd sono per l'Italia; al massimo sono contro Salvini e Di Maio. Ok, anche se votasse meno gente dell'altra volta non significa nulla: il Pd è l'unica forza politica che si affida alla democrazia, altro che piattaforma Rousseau. Grazie ai volontari dei gazebo!!».

Dati preoccupano, governo si rende conto?

«I dati ISTAT preoccupano. Il Governo deve trovare 40 miliardi entro dicembre: 15 nel 2019, 25 nel 2020. La tassa sulle auto rischia di bloccare un settore che con Marchionne era ripartito. Debito e disoccupazione giovanile salgono. Il Governo si rende conto? Serve #UnAltraStrada».

Anzaldi: impedire inquinamento voto primarie

«Il post pubblicato dall'ex presidente del Municipio Garbatella Marco Catarci sulle primarie Pd di domenica contiene parole così violente e intenzioni così nette di pura destabilizzazione rispetto al partito e al voto, che chiedo agli organismi competenti del Partito democratico di valutare con estrema attenzione la possibilità di impedire la partecipazione». Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, che con una lettera ha sottoposto il caso alla Commissione di garanzia del partito. «Non si può, da una parte, pubblicizzare, anche per i votanti ai non iscritti al Pd, la sottoscrizione della Carta degli intenti del partito e, dall'altra parte, tollerare che sui social si facciano affermazioni che disconoscono non solo la Carta degli intenti ma, addirittura, vadano contro il partito fino a sfiorare l'illegalità», conclude.