22 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Primarie Pd, all'insegna del fair play il confronto televisivo

Il duello tra i candidati alle primarie Pd del 3 marzo va in onda a ora di pranzo su SkyTg24. Roberto Giachetti, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti si sfidano su come dovrà essere il Pd del futuro

Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti
Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti ANSA

ROMA - La promessa di nessuna alleanza con il Movimento cinque stelle (e tantomeno con la Lega), il no concorde alla patrimoniale, un appello, comune, alla partecipazione al voto alle primarie di domenica per scegliere il segretario del Pd. E' all'insegna del fair play il confronto televisivo, su Sky Tg24, tra i tre candidati a guidare il Partito democratico verso le Europee e oltre: Roberto Giachetti, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti si confrontano per un'ora con risposte scandite da un countdown da 1 minuto e 30 secondi al massimo, con tre possibilità di replica da 30 secondi ciascuna. Non mancano domande incrociate tra i candidati e un appello finale.

Giachetti: Mai con i 5 Stelle

E' proprio su una di queste domande che viene toccato uno dei temi più delicati. «Roberto, dopo questa bella esperienza delle primarie, lavori con noi a prescindere dai risultati, o dobbiamo aspettarci un'altra rottura?», chiede Martina a Giachetti. La risposta è rassicurante fino a un certo punto. «Dipende da quale sarà la linea del Pd e dove vorrà andare - ribatte Giachetti -, se coincide con i miei valori starò in minoranza e non voglio posti in segreteria, se il Pd viene portato con i 5stelle o si fa rientrare chi è uscito non è più casa mia».

Alleanza con le persone

Interviene Zingaretti che tira le somme, difendendosi anche da una delle accuse che più volte gli sono state rivolte: «Allora abbiamo una notizia, che Giachetti non se ne andrà, perchè nessuno vuole andare con i Cinquestelle o proporre formule datate. Basta caricature», ma «bisogna costruire un'alleanza con le persone». Certo che, puntualizza Giachetti, «vi ricordate l'Unione, da Mastella a Bertinotti? Io non voglio ritornare a quello, voglio andare avanti» per cui «la vocazione maggioritaria è un'ambizione».

Renzi vi manca?

E Renzi? «Renzi vi manca?» chiede il conduttore. «Ho con lui un ottimo rapporto - risponde Zingaretti -, non l'ho mai votato ma l'ho sempre rispettato e mi auguro che non ci manchi nell'ambito di un partito pluralista e che voglia dare il suo contributo». Giachetti è diretto: «Non mi manca perchè io sono assolutamente leale, non mi manca perchè ringraziando Iddio c'è, è l'arma di punta della nostra opposizione». Infine, Martina: «Io direi quanto manchiamo noi a Renzi, penso che anche lui viva la sfida fondamentale di costruire un'alternativa a questa destra». Basta comunque, secondo Martina, con il dualismo renziani o antirenziani. Unico momento di reale tensione tra Giachetti e Zingaretti sull'astensione in Europa di otto eurodeputati Pd sul voto in Venezuela, tra questi Goffredo Bettini sostenitore di Zingaretti.

Ora occhi puntati sulla competizione di domenica

Martina e Zingaretti scommettono che potrà coinvolgere oltre «un milione di persone». Se la partecipazione risulterà alta sarà un segnale di vitalità per i Dem anche in vista delle Europee, sfida per la quale Martina è convinto si possa arrivare «oltre il 20%».