16 giugno 2019
Aggiornato 01:30
Partito Democratico

Martina: «Salvini e Di Maio preparano la patrimoniale»

Il candidato alla Segreteria del PD: «Ha ragione Romano Prodi visto il crollo della produzione: l'Italia ha bisogno di un piano straordinario e il parlamento deve discuterne»

Il candidato alla Segreteria del PD, Maurizio Martina
Il candidato alla Segreteria del PD, Maurizio Martina ( ANSA )

ROMA - «Lega e Cinque Stelle preparano la patrimoniale perché la loro politica economica sta fallendo miseramente. Il crollo del 7% della produzione industriale e i 122mila posti di lavoro in meno dal maggio scorso sono un'amara verità del disastro di Salvini e Di Maio». Così il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, secondo quanto riporta una nota, presentando la mozione Fiancoafianco a Reggio Calabria.

Lunedì alla Pernigotti, lì Salvini e Di Maio non vanno

«Lunedì vado alla Pernigotti di Novi Ligure cioè in uno di quei luoghi dove non vanno più Salvini e di Maio perché non hanno altre promesse da fare e smentire. Continuerò ad andare nei luoghi del lavoro e del disagio. Ha ragione Romano Prodi visto il crollo della produzione: l'Italia ha bisogno di un piano straordinario e il parlamento deve discuterne».

PD a rischio se prevale logica nemico-amico

Il Pd rischia di sparire se prevale «la logica nemico-amico. Se prevale ancora la logica del nemico-amico il Pd è a rischio. Noi siamo la squadra più forte per tenere insieme pluralità e unità del nostro impegno. Bisogna davvero salvare il Pd per dare una speranza al paese contro questa destra».

Non rinnego stagione vissuta, chi lo fa non ha argomenti

Maurizio Martina rivendica gli anni di governo del centrosinistra, il candidato alla segreteria Pd replica al presidente del Lazio che lo ha definito, insieme a Roberto Giachetti, «protagonista di una stagione che ci ha portati alla sconfitta». Spiega Martina: «Ho detto che i miei avversari non sono Zingaretti e Giachetti ma Salvini, Di Maio e questa destra. Io non vado a caccia di singole responsabilità e vorrei un discorso comune che guardi al futuro». Conclude l'ex ministro: «Dovessi guardare a questi anni, domanderei a tanti che ora fanno gli alternativi dove sono stati. Io non rinnego questi anni d'impegno, chi lo fa non ha argomenti. Non si può dire che abbiamo alle spalle solo stagioni di sconfitte. E' ingiusto e ingeneroso».