26 marzo 2019
Aggiornato 07:30
Centrosinistra

Paolo Gentiloni: «PD non sposi metodi populisti, l'originale è migliore»

L'ex Presidente del Consiglio: «Competenza, capacità di analisi e di proposta devono caratterizzare l'alternativa di centrosinistra. Spero che il Governo non duri»

Paolo Gentiloni e Matteo Renzi
Paolo Gentiloni e Matteo Renzi ANSA

MILANO - «C'è il rischio che il mio partito e altre forze riformiste e europeiste sposino metodi populisti». Lo ha detto l'ex presente del Consiglio, Paolo Gentiloni, durante la presentazione all'università Cattolica del suo ultimo libro «La sfida impopulista».

L'originale è migliore

«L'idea che in questo momento - ha aggiunto - non si possa fare battaglia politica senza insultare l'avversario, semplificare i temi complicati, promettere la luna e raccontare un sacco di balle è una degenerazione momentanea della politica. Per noi inseguire quel modello sarebbe una follia perché l'originale è più bravo, è un monito rivolto anche al Pd. Non inseguiamo quei metodi, non siamo neanche capaci e prepareremmo il terreno alla vittoria degli altri. Questo non significa dire che il governo di Matteo Renzi sia stato un governo populista. Renzi era competente con una squadra competente, si possono condividere o meno le scelte fatte, ma è stato una cosa diversa. Competenza, capacità di analisi e di proposta devono caratterizzare l'alternativa di centrosinistra» ha concluso Gentiloni.

Mi auguro che il Governo non duri

«L'Italia è un Paese molto instabile dal punto di vista governativo, c'è poco di più instabile anche di quello attuale. Può durare qualche settimana o qualche mese, qualcuno spera che duri di più perché teme l'instabilità. Io non mi auguro che duri di più perché temo molto le conseguenze negative».

Trump chiese «cosa ci vendete? Conosco solo Ferrari»

«Trump è uno che fa molte domande, è un imprenditore, è abituato a linguaggi non troppo diplomatici. In un colloquio mi ha chiesto 'Cosa ci vendete? Io conosco solo la Ferrari'. Non è un fatto di scarsa conoscenza, ma legato a un'Italia che, a parte alimentazione e moda, vende macchine per fare altre macchine. Però dietro a questa domanda c'è la scoperta che nel suo ranking dei cattivi dopo la Germania viene l'Italia perché sono i Paesi del G7 con il surplus commerciale più alto».

Gentiloni ha citato un altro episodio

«Un'altra domanda che mi rivolse al telefono a gennaio 2017 dopo due o tre minuti di convenevoli è 'quanti barili pompate dalla Libia?'. Sapeva che avrei trattato il tema della collaborazione sulla Libia, la domanda era per lanciare un messaggio: 'la Libia per voi è di interesse geopolitico e economico, mentre per noi è solo un Paese grande ma lontano'» ha proseguito.

Rischi per la NATO

«L'amministrazione Trump, oltre a mille altre cose come l'influenza sui nazionalismi e i populismi europei, ha portato a una impostazione molto negoziale nei rapporti tra Paesi. Ci sono i grandi valori e i principi che ci uniscono, ma chi paga i costi per esempio della Nato? Perché non rinegoziare le tariffe? Per certi versi può sembrare una domanda legittima, ma questa alleanza atlantica se viene ridotta semplicemente a saldo tra costi e interessi in ballo è un'alleanza che rischia», ha osservato infine Gentiloni.