16 giugno 2019
Aggiornato 00:30
Primarie PD

Il «mea culpa» di Maurizio Martina: «Il nostro tallone d'Achille è stata la questione sociale»

Il candidato alla Segreteria del Partito Democratico: «Nella lotta alla povertà dovevamo fare prima e tutto il reddito di inclusione»

Maurizio Martina
Maurizio Martina ( ANSA )

ROMA - «La questione sociale è stato il nostro vero tallone d'Achille. Nella lotta alla povertà dovevamo fare prima e tutto il reddito di inclusione. Dovevamo impostarlo in maniera netta e indiscutibile all'inizio del governo. Avremmo dovuto fare il salario minimo legale, ma non ne siamo stati capaci. Non abbiamo capito che la forbice di disuguaglianza cresceva anche nel Mezzogiorno, è stato un errore». Così Maurizio Martina, segretario reggente del Pd e candidato per la segreteria del partito a «1/2H in più» ospite di Lucia Annunziata.

Contestare idea sovranità Salvini-Di Maio

Per le Europee «dobbiamo sfidare Salvini e Di Maio su temi decisivi. Io contesto l'idea di sovranità che hanno. Dobbiamo lavorare per una nuova Europa, guardando di più al lavoro e alla possibilità di intercettare chi è rimasto deluso, lavorando anche con Calenda e gli altri che sono su questa strada».

Gli avversari

«I mie avversari sono Di Maio, Salvini e Berlusconi, non sono Zingaretti e Giachetti. Il nostro problema è questa destra pericolosa».

5 Stelle salvano Salvini per mantenere poltrona

«I vertici 5Stelle pensano di salvarsi la coscienza usando la piattaforma #Rousseau. Ma è solo la conferma che hanno perso l'anima. Salveranno dal processo #Salvini per tenersi la poltrona #diciotti».