16 febbraio 2019
Aggiornato 04:00
Centrosinistra

Primarie PD, l'«endorsment» di Enrico Letta: «Credo che voterò Zingaretti»

L'ex Premier: «Penso che ci sia bisogno di tanta partecipazione. Non si può prescindere dai Democratici per alternativa a M5s-Lega»

Enrico Letta
Enrico Letta ANSA

ROMA - «Penso che alle primarie Pd andrò a votare per Zingaretti». A confermarlo è l'ex premier Enrico Letta, ospite di «Di Martedì», che pure non ha più rinnovato la tessera dei Dem. «Credo che il Pd giochi un ruolo fondamentale. Io non sono iscritto, ma non si dà la dovuta attenzione al congresso di un partito che è democratico per davvero e che fa votare i cittadini italiani, tutti», ha spiegato Letta. «Penso che ci sia bisogno di tanta partecipazione, chi vuole costruire un'alternativa a questa situazione non può prescindere dal Pd».

Manovra non fa crescere, cercano solo nemici da additare

«La manovra manca della cosa essenziale, cioè venire incontro a quel dato terribile sulla crescita: siamo ultimi e staccati dal gruppo, ma la manovra manca di investimenti. La manovra redistribuisce la torta, con Quota 100 e reddito di cittadinanza, ma non la fa crescere». Rispetto alle scelte del governo, Letta denuncia: «Cercano sempre un nemico. La strategia è non parlare della sostanza dei problemi ma indicare qualcuno da additare alla lapidazione pubblica e se è un arbitro come Bankitalia meglio. Ma se attacchi l'arbitro, può crescere la fiducia nel Paese?». E la preoccupazione di Letta è che «da qualche giorno è cominciato a salire il livello dei capri espiatori: la Francia, Bankitalia», mentre «la questione chiave è questa», dice mostrando il grafico delle previsioni di crescita dai Paesi Ue per il 2019: «Tutti crescono, la Germania è penultima poco sopra l'1% e dopo noi, allo 0,2%. L'Italia si è staccata dal gruppo con una impressionante distanza da tutti. Di questo dato se ne è parlato 12 ore, dandosi la colpa l'un l'altro, e poi basta. Non mi importa di chi è la colpa, ma che si affrontino le cause e si intervenga subito. Fra qualche mese questo dato sarà sofferenza nella vita concreta quotidiana nella vita delle persone, delle imprese, dei lavoratori».

Tav va fatta, guardiamo i dati non teorie assurde

«I danni del non fare la Tav sarebbero oggi assolutamente superiori. E poi dare il messaggio che il nostro Paese interrompe un'opera dopo un impegno di anni, butta via soldi... Stiamo attenti ai danni concreti, non a teorie assurde. Questa cosa va avanti da anni, siamo ridicoli se continuiamo ogni volta a non assumere la decisione. Bisogna andare avanti e se ne traggano i benefici».

Italia isolata, rischiamo nuova Bce non favorevole a noi

«Da circa 10 anni c'è un asse tra Italia e Francia, iniziato con Berlusconi e Sarkozy, e proseguito da me, da Monti e dagli altri premier, che ha portato a Draghi alla Bce contro i tedeschi. E le politiche di Draghi hanno fatto risparmiare all'Italia io credo 100 miliardi. Ora si dovrà scegliere il successore di Draghi, e se noi siamo fuori dai giochi avremo un successore che non prenderà decisioni favorevoli all'Italia».