22 aprile 2019
Aggiornato 12:00
Centrosinistra | PD

Martina: «Voglio un'altra Europa, non questa alimentata dai populismi di Salvini e Di Maio»

Così il candidato alla segreteria del Partito Democratico Maurizio Martina: «Per questo penso che il Pd secondo me dovrebbe supportare il manifesto di Calenda»

Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Partito Democratico
Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Partito Democratico ( ANSA )

ROMA - «Io voglio un'altra Europa, non questa alimentata dai populismi di Salvini e Di Maio, voglio un'Europa più Politica e più sociale. Ricordo che il Governo nel primo consiglio europeo si è schierato con i paesi che hanno creato danno all'Italia sulle politiche migratorie. Primi paesi a dire di no all'Italia sui ricollocamenti sono stati i paesi amici di Salvini». Così il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, ospite di Omnibus su La7.

Supportare proposta Calenda

«Il manifesto che Carlo Calenda propone, assieme a tanti altri, prova a delineare l'idea di una lista per l'Europa che mette in campo una serie di idee utili. È una proposta che vuole unire le forze progressiste ed europeiste. Dal 3 di marzo con il nuovo Segretario è giusto per me costruire insieme questa proposta perché la prospettiva europea è un tema decisivo. Per questo penso che il Pd secondo me dovrebbe supportare il manifesto di Calenda».

Con 6 miliardi si può rafforzare Rei contro povertà

«Il governo invece di inutili sceneggiate sul reddito di cittadinanza, che rischia di essere controproducente per gli italiani, poteva utilizzare quei 6 miliardi per completare il finanziamento sul reddito di inclusione, che era già operativo, e stanziare risorse per gli ammortizzatori sociali. La questione salariale è una questione enorme ma non si affronta con il reddito di cittadinanza ma tagliando il costo del lavoro per le imprese e i lavoratori. In Italia c'è un grande problema sui salari: negli ultimi 15 anni in Francia e Germania sono aumentati del 15-18 per cento, in Italia solo del due per cento. Noi dobbiamo ripartire da un'idea di prossimità con le persone che vogliamo rappresentare e con i loro bisogni, a partire dal lavoro e dal grande tema della protezione sociale».