16 settembre 2019
Aggiornato 18:00

Carlo Calenda e il Governo: «Metà fascisti e metà c...? Propendo per la seconda»

L'ex Ministro intervistato a Circo Massimo su Radio Capital: «Noi siamo un grande paese del G7, perché siamo finiti in mano a questi buffoni?»

L'ex Ministro Carlo Calenda
L'ex Ministro Carlo Calenda ANSA

ROMA - Gino Strada sostiene che al governo c'è «una banda dove la metà sono fascisti e l'altra metà sono coglioni»: «Propenderei più per il secondo termine, che riassume secondo me bene entrambe le forze politiche». Lo ha detto Carlo Calenda intervistato a Circo Massimo su Radio Capital. «Ma voi vi rendete conto che siamo sulla soglia della recessione, si allarga il divario dagli altri paesi, e il ministro dello sviluppo economico va in giro a dire che siamo all'inizio del boom economico e che ha abolito la povertà? Noi siamo un grande paese del G7, perché siamo finiti in mano a questi buffoni? Questa riflessione deve interrogare molto anche il centrosinistra», ha concluso l'ex ministro dello Sviluppo economico.

M5s sono irresponsabili e incapaci

«È un movimento di destra, che dice che la democrazia rappresentativa è finita e che il Parlamento va chiuso, che attacca i poteri del presidente della Repubblica. Ieri un imbecille, Lannutti, ha citato i savi di Sion, la base dell'antisemitismo. Di Battista parla del franco coloniale francese, roba che di tutti gli immigrati che arrivano 2000 arrivano dai paesi che hanno quella valuta... sono balle cosmiche, sono degli irresponsabili e degli incapaci».

Manifesto non è ammucchiata, no a LeU e Forza Italia

«Non credo che debba entrare nel movimento chi cerca alleanze nazionali a destra o a sinistra, con Lega o M5S sennò sarebbe un'operazione di trasformismo politico. Quindi, nello specifico, credo che non debbano entrare LeU e Forza Italia. Non abbiamo fatto un appello per un fronte anti sovranista, ma un manifesto con proposte precise che vanno condivise. Non è una cosa 'contro', ma una cosa 'per'. Non credo alle ammucchiate 'contro'», ha concluso Calenda.

Non ho votato segretario, ero impegnato su manifesto

«No, non ho votato» per il segretario del Pd. «Sono impegnato a costruire questo progetto e a tenere l'unità del Pd che si è costruita intorno a questo progetto. Il mio obiettivo non è votare Martina, Zingaretti o Giachetti ma costruire questo movimento. Siccome ci sono tutti mi piacerebbe andare avanti. Mi piacerebbe anche che Europa e il Movimento di Pizzarotti aderissero».