22 maggio 2019
Aggiornato 23:30
Reddito di cittadinanza

Luigi Di Maio non teme «manine» sul Reddito di cittadinanza: «Decreto è Legge»

Il vicepresidente del Consiglio e Ministro del Welfare: «Un grande abbraccio a chi diceva che non si poteva fare. Che Renzi rosichi è legittimo»

Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio
Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio ( ANSA )

ROMA - «Io di manine non sono preoccupato in questo momento perché il decreto è legge e un grande abbraccio va a tutti quelli che dicevano che non si poteva fare». Lo ha affermato il vicepremier e ministro Luigi Di Maio a Rtl 102.5 parlando del decreto su reddito di cittadinanza e quota 100. «E' una ricetta economica - ha detto - e di manine non ne temo. Temo molto di più il fatto di non mantenere le promesse. Quindi, dobbiamo andare avanti con il contratto di governo ed entro l'estate procedere con la legge per il taglio dei parlamentari della Repubblica».

«Che Renzi rosichi è legittimo»

«Che Renzi stia rosicando un pò è legittimo, glielo concediamo perchè ha passato 6 anni a dirmi che non aveva i soldi per fare neanche la metà di quello che abbiamo fatto con quota 100 e noi abbiamo trovato 15 miliardi. Quindi qualcosa lo farà arrabbiare». Di Maio ha sottolineato come più riceva «attacchi dai soliti noti, prenditori che fatto gli imprenditori con vostri soldi e da una politica che vi ha distrutto la vita e più sono motivato ad andare avanti con questo governo».

«Sospendere 30% stipendi a banchieri colpevoli»

«Il problema delle banche c'è da anni perchè le banche e la politica sono sempre andate a braccetto». Lo ha detto il vicepremier, Luigi Di Maio, parlando da Avezzano dove ha evidenziato come «prima di colmare i buchi dobbiamo sospendere il 30% degli stipendi ai banchieri che hanno ridotto le banche così e dividere le banche di speculazione finanziaria da quelle che investono solo nell'economia reale».

L'affondo su De Benedetti e Tronchetti Provera

«Una banca in teoria non dovrebbe fallire mai perchè prende i nostri soldi e li presta all'economia reale aiutando a creare altri soldi se invece come successo in questi anni abbiamo avuto partiti politici che si impossessavano della banche e prestavano i soldi ai De Benedetti di turno o ai Tronchetti Provera di turno e quelli non li restituivano è logico che poi ci ritroviamo nella situazione in cui le banche hanno dei buchi».

La replica di Tronchetti Provera: «Sempre restituito il dovuto»

Marco Tronchetti Provera «non ha mai preso finanziamenti da nessuna banca, italiana o straniera, senza poi restituire il capitale e pagare gli interessi come possono dimostrare i documenti, i banchieri e i funzionari che, negli ultimi 40 anni, si sono succeduti ai vertici degli istituti di credito». Lo precisa una nota del portavoce spiegando che «è grave e preoccupante che un ministro della Repubblica e vice premier faccia affermazioni non verificate e infondate. Il dottor Tronchetti si riserva ogni azione legale».