18 ottobre 2019
Aggiornato 10:00

Renzi e il reddito di cittadinanza: «Rischio voto di scambio per politici assistenzialisti»

Il Senatore del Partito Democratico su Facebook: «Per combattere la povertà si deve creare lavoro. Con l'odiato JobsAct si sono creati più di un milione di posti di lavoro»

Matteo Renzi con sullo sfondo Luigi Di Maio
Matteo Renzi con sullo sfondo Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Il reddito di cittadinanza «non è una misura che aiuta a uscire dalla povertà» piuttosto «è un'elemosina». «Se vuoi combattere la povertà devi creare lavoro». Lo scrive in un post pubblicato su Facebook il senatore Matteo Renzi. «Di Maio e Di Battista dicono: 'Chi è contro il reddito di cittadinanza è contro i poveri, è un radical chic'. Magari fosse così, purtroppo è vero l'opposto: il reddito di cittadinanza non è una misura che aiuta a uscire dalla povertà», scrive Renzi.

Rischio voto di scambio

«Il vero modo di combattere la povertà è creare posti di lavoro, non sussidi. Le persone vanno rese libere e autonome con il lavoro, non dipendenti da procedure complicate o - peggio ancora - dal voto di scambio per politici assistenzialisti. Questo è il nodo concettuale. Se vuoi combattere la povertà devi creare lavoro. Con l'odiato JobsAct si sono creati più di un milione di posti di lavoro. Con il decreto dignità di Di Maio decine di migliaia di persone sono rimaste a casa. Questi sono fatti, ahinoi. Il reddito di cittadinanza è un'elemosina. Creare posti di lavoro è la politica», conclude l'ex premier.

Zingaretti: «Indebita l'Italia»

«Il reddito di cittadinanza è un provvedimento che offre solo soluzioni a breve termine e non garantisce una reale prospettiva di vita alle persone, perché non fa nulla per creare lavoro. Anzi, penalizza l'occupazione, perché si è scelto di indebitare gli italiani e tagliare gli investimenti». Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in un suo intervento pubblicato oggi dal Corriere della Sera.

Ripartire dagli investimenti pubblici

«Con la legge di Bilancio - continua - si è fatto il contrario di ciò che serve: aumentano le tasse; diminuiscono gli investimenti; si favorisce l'utilizzo distorto delle partite Iva disincentivando il lavoro stabile; si bloccano le assunzioni nella Pubblica amministrazione. Si penalizza il Nord, si abbandona il Mezzogiorno e si premia l'evasione. Servono, invece, risposte in grado di incidere su problemi che hanno radici decennali. Bisogna individuare modi efficaci per mettere in relazione Stato e mercato - aggiunge Zingaretti - agendo su più livelli. Gli investimenti pubblici in Italia sono calati drasticamente negli anni della crisi. Anche da qui bisogna ripartire. Spendendo di più e spendendo meglio».