20 maggio 2022
Aggiornato 20:00
L'intervista

Ciaburro: «Il governo chieda scusa ai cittadini per come ha gestito il Covid»

L’onorevole Monica Ciaburro, di Fratelli d’Italia, traccia al DiariodelWeb.it un bilancio deficitario dei due anni di gestione pandemica da parte dell’esecutivo

Da sinistra a destra: Roberto SPERANZA (Ministro della Salute), Mario Draghi (Presidente del Consiglio), Francesco Paolo FIGLIUOLO (Commissario straordinario COVID-19)
Da sinistra a destra: Roberto SPERANZA (Ministro della Salute), Mario Draghi (Presidente del Consiglio), Francesco Paolo FIGLIUOLO (Commissario straordinario COVID-19) Foto: Palazzo Chigi

Mentre il mondo si ritrova a far fronte ad una nuova crisi, quella della guerra Russia-Ucraina, la precedente emergenza del Covid-19 sembra finalmente avviata alla risoluzione. I contagi sono in calo strutturale più o meno ovunque e la maggior parte dei Paesi occidentali stanno progressivamente smantellando le proprie misure restrittive. Persino in Italia il presidente del Consiglio ha annunciato che non intende prorogare ulteriormente lo stato di emergenza in scadenza a fine mese. È dunque giunto il tempo per tracciare un bilancio della gestione governativa di questi due anni di pandemia. Un bilancio che, secondo l’opposizione, non può che essere fortemente deficitario. Al DiariodelWeb.it ne parla l’onorevole Monica Ciaburro, deputata di Fratelli d’Italia.

Onorevole Monica Ciaburro, in aula ha denunciato con molta chiarezza che il green pass non è servito a nulla. Per quale motivo ha maturato questa convinzione?
Il green pass, per come è nato nei regolamenti europei e come è stato concepito inizialmente, rispondeva all’esigenza di agevolare gli spostamenti e la libertà di movimento nell’Unione, garantendo in ogni caso la sicurezza. La variante italiana, se mi permette la battuta, è diventata un obbligo vaccinale surrettizio, schiavo e figlio della burocrazia, che non è assolutamente in grado di fermare i contagi. Vaccinarsi è di certo importante per fermare l’impatto della pandemia, ma deve essere una scelta consapevole e partecipata: imposizioni incomprensibili e burocratizzate non fanno che alimentare le tensioni tra i cittadini.

Con il senno di poi, possiamo dire che l'approccio adottato per il contrasto al Covid-19 in questi due anni sia stato sbagliato o eccessivo, che non abbia raggiunto i risultati previsti?
Userei un altro termine: «Incomprensibile». In due anni di pandemia è stato detto tutto ed il contrario di tutto, le misure assunte hanno sempre più seguito una logica oggettivamente politica che scientifica, e questo è dimostrato anche dal fatto che l’Italia è l’unico Paese europeo con regole così rigide. Per due anni ci è stato detto che servivano ora a salvare Pasqua, ora l’estate, ora il Natale. Salvo poi ritrovarci punto e da capo, con le restrizioni e con la pandemia fuori controllo.

Che conseguenze negative hanno portato queste decisioni discutibili sul piano della limitazione delle libertà, ma anche sul piano economico per gli italiani?
La limitazione della libertà ha assunto forme ai limiti della follia e questo ci ha purtroppo punito. Pensiamo al turismo: gli stranieri non hanno mai avuto un quadro chiaro di quello che stesse succedendo in Italia, con la conseguenza che gli arrivi sono crollati e l’intero comparto è da due anni che fatica. L’apertura e chiusura a singhiozzo delle attività e le restrizioni hanno portato alla lenta chiusura di migliaia di locali di ristorazione e, a cascata, di tante piccole aziende e di partite Iva. Il prezzo dell’inesperienza del governo l’hanno pagato i cittadini.

Quali sono le misure alternative che voi di Fratelli d'Italia avete proposto di adottare, senza essere stati ascoltati?
Come Fratelli d’Italia abbiamo proposto fin da subito una serie di misure preventive che avrebbero aiutato quantomeno a contenere la diffusione dei contagi. Nel caso delle scuole, ad esempio, sarebbero serviti immediatamente forti interventi di predisposizione di impianti ad areazione meccanica per le aule: tenere le finestre aperte d’inverno per il cambio dell’aria ci garantisce che i nostri ragazzi non prendano il Covid ma che tornino a casa con la polmonite. Sempre per la scuola ci sarebbe servito un maggior numero di scuolabus per ridurre il contingente di ragazzi nei mezzi di trasporto e tamponi rapidi salivari effettuati a ritmo costante negli istituti scolastici per monitorare i contagi. È stato fatto qualcosa? Ma certo che no. E a proposito di mezzi di trasporto, fuori dal contesto scolastico, avete visto gli autobus a Roma o la metropolitana? Carri bestiame.

A livello politico e democratico, che giudizio possiamo dare del rispetto riservato all'istituzione del parlamento in questo periodo?
Per quanto riguarda i provvedimenti di origine governativa, penso che avremmo potuto tranquillamente sostituire mezzo emiciclo con delle sagome di cartone. Ogni provvedimento è stato blindato con la questione di fiducia, gli eventuali emendamenti approvati appartengono al perimetro della maggioranza e l’abuso della decretazione di emergenza ci ha sempre portato a discutere provvedimenti «vecchi». A febbraio 2022 abbiamo «discusso», perché poi è stato blindato con la fiducia, un decreto-legge di dicembre 2021 sull’estensione del super green pass. Ma vi pare una cosa normale? Persino il presidente della Repubblica ha ribadito la necessità di un cambio di passo, ma non mi pare nell’interesse della maggioranza dare seguito alle parole del Capo dello Stato.

Pensa che il governo dovrebbe chiedere scusa agli italiani per i suoi errori di valutazione?
Chiedere scusa ed ammettere i propri errori è un atto, talvolta, di grande umiltà e consapevolezza. La fiducia, il rispetto e l’autorevolezza si ottengono anche così. Ci troviamo in una situazione inedita, chiedere scusa ed ammettere un torto sarebbe stato più che comprensibile e ragionevole. Invece il governo Draghi è andato avanti nel difendere e mantenere le scelte del suo predecessore Conte, arrivando a istigare questa dinamica per cui ogni voce di dissidenza deve essere immediatamente umiliata. Pensiamo a tutte quelle persone che non hanno mai avuto problemi con i vaccini e hanno evidenziato i loro dubbi sul green pass: sono tutti diventati uno stuolo di pericolosissimi no vax. Abbiamo perso il valore del dialogo.

L'annuncio di Draghi della prossima fine dello stato di emergenza è una buona notizia? Oppure, anche nell'uscita da questa pandemia, siamo stati troppo tardivi rispetto agli altri Paesi e a quanto affermava la scienza?
Certamente è una buona notizia per chi sembrava non vedere più la fine del tunnel, ma mi pare di vedere che determinati apparati della maggioranza siano determinati nel mantenere green pass e restrizioni. Oltretutto, questa decisione è arrivata in un ritardo imbarazzante rispetto ad altri Paesi europei. Io continuo ad essere preoccupata: non abbiamo ancora una strategia di uscita e mi pare che l’intero tema delle restrizioni stia diventando il triste oggetto di una campagna elettorale di parte della maggioranza.

Adesso si propone davanti a noi una nuova emergenza, quella del caro bollette e del caro materie prime. Su questo fronte come si è mosso l'esecutivo e che cosa potrebbe fare di più?
Questa emergenza non è nuova, personalmente ho avuto modo di segnalarla nelle aule parlamentari già a maggio-giugno dell’anno scorso, con atti di sindacato ispettivo che non sono mai stati neanche considerati dal governo. Il rincaro di energia e materie prime si è affermato da subito come una conseguenza di medio termine della contrazione delle catene economiche a causa del Covid, eppure si continua ad agire poco e tardivamente. Anche senza l’invasione della Russia in Ucraina le misure disposte dal governo non avrebbero mai compensato l’entità dei rincari, di oltre 20-30 miliardi. L’esecutivo si è mosso in ordine sparso e tardi. Ormai le attività economiche subiscono giorno dopo giorno, i cittadini sono sempre più in difficoltà e la situazione pare essere priva di una via di uscita. In questi casi bisogna, con grande umiltà, vedere e copiare chi sta facendo bene, come la Francia. Una nazione seria è in grado di garantire ai cittadini un congruo approvvigionamento energetico ed una vita dignitosa.