26 settembre 2021
Aggiornato 00:00
L'intervista

Micheli: «Green pass, un insulto all'intelligenza che danneggerà l'economia»

L'onorevole Matteo Micheli, deputato della Lega, dichiara al DiariodelWeb.it la sua netta contrarietà al provvedimento che entrerà in vigore dalla giornata di domani

Micheli: «Green pass, un insulto all'intelligenza che danneggerà l'economia»
Micheli: «Green pass, un insulto all'intelligenza che danneggerà l'economia» ANSA

La Lega le ha provate tutto per bloccare il green pass. Il partito di Matteo Salvini, infatti, aveva intenzione di convincere i colleghi di governo ad ammorbidire le misure già adottate e di evitare la loro estensione. Ma non sembra esserci riuscita. Dalla cabina di regia di questa mattina sono uscite nuove regole, che prevedono dal 1° settembre l'obbligo del certificato verde anche per le scuole, per le università e per i trasporti a lunga percorrenza. E intanto da domani entrerà già in vigore la prima parte del provvedimento, che riguarda ristoranti, bar, eventi, cinema, teatri e musei. Adesso il fronte dello scontro si trasferirà in parlamento, dove i deputati e i senatori leghisti sono pronti alla battaglia. Primo tra tutti Matteo Micheli, già pesantemente criticato per la sua partecipazione, insieme ad altri esponenti del suo stesso partito, alla manifestazione di piazza contro questo provvedimento. «Nei giorni scorsi ero infuriato», rivela al DiariodelWeb.it.

Onorevole Matteo Micheli, perché si è arrabbiato?
Perché ogni dichiarazione o presa di posizione che non è in linea con il pensiero unico viene criminalizzata. Io difendo la piazza: la vivo dal 1996, da quando entrai in Lega. Ci si trova di tutto: dal radicale al moderato, dall'estremista al pacato, dal vaccinato al non vaccinato. Etichettare come no-vax o negazionista un'intera piazza fa male.

La sua personale posizione qual è?
La mia posizione non è mai cambiata: sono convintamente, fino al midollo, a favore della libertà di scelta. Fa parte del mio dna. Dovrebbe essere così per ogni deputato, in particolare per noi leghisti. Non posso imporre a nessuno che cosa fare con il proprio corpo, mi pare assolutamente doveroso. Anche perché non esiste alcun'evidenza, né scientifica né tecnica, a favore dell'obbligatorietà vaccinale.

Come mai sostiene questo?
Noi ascoltiamo i pareri degli scienziati ormai da un anno e mezzo, anche quando cambiavano posizione da un giorno all'altro. E io ho studiato, ho preso appunti. Cito Crisanti, che sostiene che il green pass non sia uno strumento medico, è solo un incentivo a vaccinare. Io lo trovo un ricatto vergognoso. Questi virologi, che sono diventati star della tv, amano stare al centro dell'attenzione e spesso hanno fatto terrorismo mediatico, evidentemente non hanno molto interesse che la pandemia finisca.

Per questo è contrario al green pass?
Intanto non mi piace chiamarlo così, perché di verde non ha proprio nulla. Si tratta di una discriminazione continua, palese, in contrasto con la Costituzione e con i regolamenti Ue 953 e 954, che hanno valore generale rispetto alle leggi. Ogni italiano, compreso qualche politico, dovrebbe andare a rileggerseli. Non avrei mai detto, in venticinque anni di Lega, che avrei auspicato più Europa, ma stavolta è proprio così. Quindi, che Bruxelles si svegli e dica la sua.

Quindi voi chiedete l'intervento del parlamento europeo, del Consiglio d'Europa, magari della Corte europea dei diritti dell'uomo?
Certo. Parliamo di un decreto che non rispetta nessuna normativa, né nazionale né internazionale.

Si prospetta grande battaglia, quando il testo verrà discusso in aula.
La Lega ha presentato oltre 900 emendamenti, che vanno benissimo e spero finiscano per stravolgere il decreto. Sarò contento per qualsiasi risultato si porterà a casa, perché si tratterà comunque di un miglioramento. Ma non mi darò pace fino a quando questo green pass non verrà totalmente depotenziato e sgonfiato.

Preannuncia uno uno scontro duro?
Può darsi anche di no, che si trovi una convergenza. La democrazia imporrebbe che, invece di andare a discutere 900 emendamenti, si procedesse ad una concertazione prima di emanare il decreto, così da partorire un testo più corretto. Così, invece, hanno solo preso in giro la nostra intelligenza. E hanno danneggiato all'economia, con pesanti ricadute sulla stagione turistica. Ognuno si prenda le proprie responsabilità.

Quali conseguenze economiche si aspetta?
Da domani si conteranno i danni reali. Stiamo prendendo in giro gli esercenti, che non sanno neanche loro quante volte hanno pianto per quest'emergenza. Hanno sopportato grandissimi investimenti per rispettare tutte le normative, dai distanziamenti alle sanificazioni, e adesso si trovano a ridurre ulteriormente i loro fatturati, perché è lampante che non avranno più gli stessi clienti di prima. In più si ritrovano a fare i poliziotti, anche se quello non è il loro ruolo e non potrebbero farlo. Io, personalmente, mi rifiuterò di esporre il green pass, per una questione di privacy. E capirò anche se qualche attività lo boicotterà.

Anche nella cabina di regia di oggi, la Lega chiedeva un ammorbidimento della norma. Eppure Draghi e Speranza sembrano andare avanti per la loro strada, senza ascoltarvi.
Questo è vero, loro tirano dritto e cercano di utilizzare tutti i mezzi, leciti e subdoli. Anche se ci avessero ascoltato al 100% saremmo comunque andati in aula per cercare di migliorare ulteriormente il provvedimento. Io sono contento del lavoro dei ministri, che per esempio sono riusciti ad evitare l'introduzione del green pass sui mezzi di trasporto fino a fine agosto. Il ministro del Turismo aveva presentato anche delle soluzioni molto intelligenti, per tamponare la crisi fino a settembre, in vista di un ragionamento più ampio. Ma non si è voluto ascoltare nemmeno questo minimo buonsenso.

Pure nel centrodestra si è creata una spaccatura: Forza Italia sembra fortemente a favore del green pass.
Questo ci dispiace, da parte di un partito così liberale. Ma ne prendiamo atto. E mi fa specie anche la posizione della sinistra, che cerca ovunque discriminazioni contro le minoranze e spesso le trova anche dove non ci sono. Ma non dice nulla contro la ghettizzazione dei non vaccinati, considerati cittadini di serie B. Faccio un appello anche a loro: essere un po' più coerenti, ogni tanto, non guasterebbe.