19 maggio 2024
Aggiornato 13:30
Sanità ed istruzione

Vaccini, la Camera ha approvato la nuova legge: ecco cosa prevede

Il decreto Lorenzin è passato con 296 voti favorevoli, 92 contrari e 15 astenuti. Le vaccinazioni obbligatorie saranno 10, sanzioni da 100 a 500 euro ai genitori che si opporranno

ROMA -  Con 296 voti favorevoli, 92 contrari e 15 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto che contiene le misure in materia di prevenzione vaccinale. Il provvedimento, identico a quello approvato dal Senato e che sarebbe scaduto il 6 agosto, è quindi convertito in legge. Dieci vaccini (non 12) gli obbligatori, multe più miti. L'Aula della Camera, dopo la fiducia incassata ieri sera dal Governo, ha dato il via libera definitivo questa mattina alla nuova legge sui vaccini.

I vaccini obbligatori diventano 10 e non più i 12 inizialmente richiesti: contro polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Altre quattro vaccinanzioni (anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus) vengono attivamente consigliate dalle Asl. Previsto un periodo di tre anni per l'obbligatorietà, al termine dei quali, in base alla situazione sanitaria nazionale, le cose potranno essere riviste. Ridotte le sanzioni ai genitori che non vaccinano, che passano da un minimo di 100 a un massimo di 500 euro (contro i previsti 7.500 euro), a seconda della gravità dell'inadempimento. Via anche tutti i riferimenti alla perdita della patria potestà. Viene inoltre istituita una commissione tecnico-scientifica con il compito di monitorare il sistema di farmacovigilanza e gli eventi avversi per i quali è stata confermata un'associazione con la vaccinazione. Le vaccinazioni saranno richieste anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. Per un periodo sperimentale, inoltre, sarà possibile prenotare i vaccini in farmacia. Infine, è prevista la somministrazione e quindi la produzione di vaccini monovalenti da somministrare a chi è già stato immunizzato da malattia naturale per evitare di ripetere l'inoculazione del vaccino relativo. Con la clausola, però, «nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale».