15 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Reato di tortura

Tortura, Cirielli al Diario: «Una legge assurda e sproporzionata. Parlamento ormai in mano all'estrema sinistra»

Il reato di tortura è legge. Durissima la reazione di Fdi, che considera la legge assurda e totalmente sproporzionata rispetto alle pene comminate. Abbiamo raccolto il commento dell'onorevole Cirielli

ROMA - Il reato di tortura è legge. Con 198 voti favorevoli (Pd e Ap), 35 contrari (Fi, Cor, Fdi e Lega) e 104 astenuti (M5S, Si, Mdp, Scelta civica e Civici e innovatori), la Camera ha approvato in via definitiva il provvedimento che introduce il reato di tortura nel nostro ordinamento (COSA PREVEDE LA LEGGE). Le pene previste sono pesanti: la reclusione da 4 a 10 anni per chiunque, che sale fino a un massimo di 12 se a commettere il reato è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei suoi doveri. "Una legge assurda»: così la definisce Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia, che da tempo sottolinea il non senso di un'impostazione inutile e sproporzionata. Noi del Diario l'abbiamo raggiunto al telefono per spiegarci cosa non funziona di questa impalcatura giuridica. «L'assurdità si consuma prevedendo pene sproporzionate per il nostro codice penale. Infatti, la pena base dai 5 a 12 anni che si configura con semplici violenze ripetute è peggiore dei reati di rapina e violenza sessuale. Ma una semplice lesione che può significare anche un giorno di guarigione fa arrivare la pena a 7 e 16 anni, peggiore delle lesioni gravissime (acido in faccia per chiarirsi) e finanche del tentato omicidio». Insomma, «il fronte anti forze di polizia si salda e va dalla sinistra estrema passando dal Pd e i centristi di governo per arrivare ai grillini. E pensare che ogni anno saranno una decina i casi di abusi violenti degli appartenenti alle forze di polizia a fronte delle oltre seimila violenze subite dagli stessi e punite solo con una pena da 6 mesi a 5 anni».

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