18 giugno 2024
Aggiornato 02:00
Il deputato Ferraresi: totalmente inefficace

M5s: Tortura? L'ennesima legge spot di Renzi

Con 244 sì, 14 no e 50 astenuti la Camera ha dato il via libera al disegno di legge sul reato di tortura. Con un ritardo trentennale l'Italia si avvia a perfezionare la normativa introducendo il reato, che, però diverrà legge solo dopo il via libera del Senato.

ROMA - «I fatti della Diaz, ritenuti tortura dalla Corte di Strasburgo, con l'attuale legge non sarebbero puniti». A parlare è Vittorio Ferraresi, deputato del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Giustizia, che, in un'intervista al DiariodelWeb.it, commenta il disegno di legge sul reato di tortura. Il ddl in questione ha visto, nei giorni scorsi, il via libera alla Camera, con 244 sì, 14 no e 50 astenuti.

COSA PREVEDE LA LEGGE - Ad astenersi proprio i membri del Movimento 5 Stelle, che, come spiega Ferraresi, ritiene del tutto inefficace il disegno approvato in Aula. «Dopo la sentenza della Corte di Strasburgo che condanna l'Italia non solo perché non ha un reato di tortura, ma perché, appunto, i fatti della Diaz di Genova sono stati ritenuti di tortura, siamo arrivati in Aula con la legge che è in discussione presso la Commissione Giustizia, dopo l'approvazione del Senato. La legge prevede il reato comune con aggravante e ciò vuol dire che il reato può essere commesso da qualsiasi cittadino e se questo cittadino è un pubblico ufficiale o una forza dell'ordine la pena aumenta. Già qui ci discostiamo dalla Convenzione di New York del 1984 in cui si dice che il reato deve essere proprio, cioè commesso solo dal pubblico ufficiale», spiega il deputato.

LA LEGGE SPOT - A detta del grillino, quella del governo è stata, ancora una volta, una mossa calcolata, di facciata, per tamponare la richiesta dell'opinione pubblica, oltre che quella europea, senza andare concretamente a risolvere la grave assenza di normativa in materia. «Il governo per fare l'ennesimo spot ha fatto la legge sulla tortura, ma l'ha fatta assolutamente inefficace – continua il deputato –. Inefficace perché, appunto, con l'attuale formulazione approvata dalla Camera sarà difficile, se non impossibile, applicare questo tipo di reato. I magistrati dovranno, infatti, dimostrare una serie di limiti e paletti inseriti, molto difficili da dimostrare, soprattutto in combinazione tra gli stessi. Questa legge, dunque, non solo sarà difficile da applicare, ma sarà anche pericolosa. Perché con una fattispecie come la tortura, ci saranno diverse imputazioni, diverse persone rinviate a giudizio per tortura, ma il reato sarà così difficile da verificare che tutti questi rimarranno impuniti. Quindi non solo, appunto, non saranno imputati per altri reati, ma saranno imputati per tortura e impuniti», spiega, ancora, Ferraresi.

ENORMI DIFFICOLTÀ NEL PROVARE IL REATO - Facendo degli esempi concreti «i fatti della Diaz, ritenuti tortura dalla Corte di Strasburgo, con l'attuale legge non sarebbero puniti. E questo è vergognoso dopo trent'anni dalla Convenzione e dopo che la Corte ci ha condannato. Perché? Perché le operazioni della Polizia nella manifestazione pubbliche come è accaduto nella Diaz non sarebbero punite. C'è un inciso, ad esempio, che dice che il torturato deve essere sottoposto alla vigilanza, custodia o autorità del torturato e, in questo caso, quindi nessuna punizione potrebbe essere data per tortura a questi soggetti o nei casi in cui questi eventi si verificassero ancora. Questo è assolutamente vergognoso. E per altri cinque incisi che sono stati inseriti: il magistrato dovrà provare che il soggetto era sottoposto all'autorità, vigilanza e custodia del torturatore; che il soggetto torturatore l'abbia fatto con intenzionalità, ovvero con il piacere di infliggere tortura; con la certezza che quelle condotte prefigurassero una sofferenza derivante da tortura, quindi non si esclude l'ipotesi in cui ci sia solo la paura o la possibilità che questo evento accada, cioè che le sofferenze vengano cagionate; l'acutezza delle sofferenze, le sofferenze devono essere ulteriori rispetto a quelle limitative della libertà dei diritti; le misure devono essere oltre gli atti legittimi delle forze dell'ordine», continua il deputato pentastellato.

LE SCRIMINANTI PER LE FORZE DELL'ORDINE - La legge è presentata in maniera tale che l'accertamento del reato da parte del magistrato risulta particolarmente complesso. In merito alla questione delle misure che devono, appunto, andare oltre le azioni legittime proprie delle forze dell'ordine, Ferraresi aggiunge: «Nel nostro Codice Penale sono già inserite scriminanti per le forze dell'ordine se agiscono legittimamente. Ovvero se un uomo delle forze dell'ordine usa legittimamente la forza o le armi è già scriminato per il Codice Penale e non potrà essere punito. Inserire questo, però, con gli altri elementi, oltre che essere ridondante e superfluo, sono pericolose perché si dovrà andare ad accertare i livelli di sofferenza, difficili da accertare. Ultima cosa è il dolo specifico – è l'elemento meno importante, ma inserito in questo contesto diventa molto pesante – ovvero le motivazioni, le finalità per cui si fa tortura. Si dovrebbe, quindi, dimostrare che si è cercato di prendere delle informazioni, voler infliggere delle punizioni o una sofferenza causata da motivi discriminatori. Tutti insieme fanno sì che sia un reato possibile, se non dannoso, perché di fatto creerà l'impunità. Lo ha detto anche il Professor Viganò di Diritto Penale dell'Università Bicocca di Milano, ieri su dirittopenalecontemporaneo.it ha affermato che i fatti della Diaz, con questa clausola che va eliminata, non sarebbero stati puniti. Quindi hanno fatto l'ennesima legge per dire che l'hanno fatta, sull'onda emotiva di Strasburgo, poi completamente inefficace».

ZERO DIALOGO COL PD – Il Movimento 5 Stelle, pur riconoscendo l'imprescindibile importanza della legge, decide di astenersi, ritenendola particolarmente fallace, soprattutto in seguito all'assenza di dialogo, cercato ma negato, con il Pd. «Questo è il motivo per cui noi ci siamo astenuti, ma ci siamo astenuti con dolore. Perché una volta che si riesce a far entrare una legge che inserisce il reato di tortura è ovvio che noi siamo dispiaciuti nel non votare positivamente ma il Pd ci ha costretti ad astenerci, perché non possiamo prendere in giro i cittadini. Noi abbiamo cercato di dialogare, non avremmo voluto il doppio binario, cioè reato proprio e reato improprio nella stessa legge. Abbiamo accettato il reato comune, ma abbiamo chiesto che venissero pulita la legge da questi incisi. Non c'è stato niente da fare. Noi a malincuore ci siamo astenute», spiega Ferraresi.

IMPUNITI - Un'altra grossa falla della norma in questione sta nell'inapplicabilità, dunque, non solo per le forze dell'ordine, ma anche per chiunque nella società perpetri azioni di tortura. «Questa norma non è assolutamente una norma contro le forze di Polizia, ma va a colpire tutti, essendo reato comune – continua il deputato –. In questo senso non solo non sarà dunque applicata alle forze dell'ordine, ma neanche applicabile ai reati di tortura. Ad esempio i mafiosi che rapiscono i bambini e li torturano, oppure l'uomo violento che tortura e sevizia la donna nel tempo, oppure ancora il pedofilo che rapisce un bambino, lo sevizia e lo tortura per due mesi. Non sarà applicabile perché, ovviamente, non c'è nessun affidamento del pedofilo, nessun affidamento del mafioso, non c'è nessuna autorità o custodia dell'uomo violento, del pedofilo o del mafioso. Dunque questa legge non sarà neanche applicabile nei casi gravi, comuni dei semplici cittadini», conclude il deputato.