21 febbraio 2019
Aggiornato 23:00
Governo Renzi

Renzi: «Il Governo sta mettendo più soldi sulla sanità, non perché vogliamo comprare il consenso»

Durante la sua visita siciliana il premier, nonostante la sua veste istituzionale, ha di nuovo parlato a lungo di rifoma della Costituzione. Per lui bisogna accettare «il cambiamento come regola di vita nel nostro sistema e nel nostro Paese»

CATANIA – Durante la sua visita siciliana il premier Matteo Renzi è intervenuto durante una iniziativa sulla sanità regionale e nonostante la sua veste istituzionale ha lungamente parlato di referendum, collegandolo alla salute dei cittadini come fatto nei giorni scorsi dalla ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi.

«Il Governo sta mettendo più soldi sulla sanità, non perché vogliamo comprare il consenso»
«Il Governo sta mettendo più soldi sulla sanità, non perché vogliamo comprare il consenso. Non si compra il consenso coi farmaci, è chiaro? Lo facciamo perché facciamo il nostro dovere, perché se dai a qualcuno due anni di vita in più fa il tuo dovere», ha detto il presidente del Consiglio. Secondo lui, l'esecutivo sta dicendo alle Regioni «che noi vogliamo lavorare insieme. Contemporaneamente noi pensiamo che questa sistema organizzativo sia troppo complicato. Il referendum va in questa direzione: rendere più agile, più semplice, chiarendo che il livello di organizzazione della sanità resta regionale, ma il livello minimo dei diritti dei cittadini deve essere ispirato all'articolo 3 della Costituzione, che sancisce l'uguaglianza dei cittadini, e che nessuno vuole cambiare», ha concluso sul punto Renzi.

«Il cambiamento come regola di vita nel nostro sistema e nel nostro Paese»
Secondo il capo dell'esecutivo è necessario combattere «la disparità di trattamento» come quella del giovane che deve emigrare dalla Sicilia alle regioni più settentrionali o addirittura all'estero per lavorare, quella di chi per fare un esame medico deve attendere «in questa regione più che da altre parti». Per farlo però, ha sottolineato il premier bisogna «smetterla di difendere le posizioni di rendita del passato», e bisogna accettare «il cambiamento come regola di vita nel nostro sistema e nel nostro Paese». L'inquilino di palazzo Chigi ha continuato: «Se noi non accettiamo di mettere in discussione ciò che siamo e ciò che siamo stati non andiamo da nessuna parte», spiegando che la «stagione nuova» ci obbliga ad avere «un atteggiamento diverso» perché fare l'infermiere è diverso da fare il «burocrate in un ufficio romano». Quindi, ha proseguito il presidente del Consiglio, bisogna modificare i turnover in base alle professioni, ma «non voglio prendere qui il vostro consenso». Renzi ha ammesso che «c'è un eccesso di presenze in alcuni settori», ma «ci manca una sorta di figura di direttore del personale dell'azienda Stato Italia Spa».