12 aprile 2021
Aggiornato 02:00
La crisi del Covid

Coronavirus in Italia, il bollettino e le notizie di oggi 14 marzo

Oggi 21.315 nuovi casi e 264 morti. Tasso positività 7,78%. Centomila tamponi in meno rispetto a ieri. Palù prova a rassicurare: «Nessun nesso tra morti e vaccinazione con AstraZeneca»

Coronavirus in Italia, il bollettino e le notizie di oggi 14 marzo
Coronavirus in Italia, il bollettino e le notizie di oggi 14 marzo ANSA/EPA

Oggi sono 21.315 i nuovi casi di coronavirus in Italia. I morti sono 264 per un totale di 102.145. Lo comunica il ministero della Salute con i dati delle regioni. Ieri, i contagi erano stati 26.062 mentre le vittime 317. Erano però stati effettuati 100mila test in più. I tamponi molecolari e antigeni esaminati oggi sono stati 273.966 con un tasso di positività che è salito al 7,78%.

Dall'inizio dell'emergenza sanitaria i casi totali hanno raggiunto 3.223.142. Gli attualmente positivi sono 531.266 (+11.205 rispetto a ieri). I dimessi e i guariti sono 2.589.731 (+9.835). In isolamento domiciliare ci sono 503.666 persone (+10.740). I nuovi pazienti in terapia intensiva sono 243. Il saldo giornaliero tra ingressi e uscite è di 100 in più, che porta iol totale delle persone in terapia intensiva a 3.082.

Palù: «Nessun nesso tra morti e vaccinazione con AstraZeneca»

«C'è molta emotività rispetto ai vaccini. Non c'è alcuna correlazione dimostrata, se non una relazione temporale con la vaccinazione col vaccino AstraZeneca e l'evento nefasto. Ma non un nesso causale. Bisogna attendere gli esiti degli esami. Bisogna essere molto cauti». Lo ha sottolineato Giorgio Palù, presidente dell'Aifa, a «Mezz'ora in più» sul caso dell'insegnante morto in Piemonte e che ha indotto la Regione a sospendere in via precauzionale un lotto di vaccini AstraZeneca.

«Cinquecentomila dosi inoculate al giorno? Spero non sia un prospero auspicio. Spero che arrivino le dosi». Secondo Palù «bisogna concentrarsi sulle linee guida per curare i pazienti a casa. Questa mancano, anche se so che sono in via di preparazione. Il sistema sanitario va ripensato. Epidemia e pandemie ne avremo anche in futuro perché stiamo violando il pianeta. Il medico di medicina generale deve essere più formato, il primo presidio è il territorio».

Cgia: «In media 2mila euro aiuti ad ogni italiano nel 2020»

Tra bonus economici, cassa integrazione, assunzioni/investimenti nella sanità, sospensione e taglio delle tasse, ristori, sussidi e contributi a fondo perduto l'anno scorso ogni cittadino italiano ha ipoteticamente ricevuto 1.979 euro dallo Stato per fronteggiare gli effetti negativi provocati dalla pandemia, contro una media dei Paesi dell'area euro stimata in 2.518 euro pro capite (+539 euro rispetto alla media Italia).

Sebbene l'Italia sia stata la nazione che in Europa ha registrato il più alto numero di vittime a causa del Covid e, contestualmente, il crollo del Pil tra i più rovinosi di tutta l'Ue, nel confronto con i principali paesi dell'Unione, assieme alla Spagna è tra coloro che hanno aiutato in misura più contenuta cittadini e imprese. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre.

L'Austria ha erogato 3.881 euro per ogni abitante (+1.902 euro), il Belgio 3.688 euro (+1.709 euro), i Paesi Bassi 3.443 euro (+1.464 euro), la Germania 2.938 (+959 euro) e la Francia 2.455 euro (+476 euro). Solo la Spagna con 1.977 euro pro capite, ha stanziato leggermente meno (-2 euro). Questa comparazione, riferita al 2020, non include i 32 miliardi di euro di scostamento di bilancio che sono stati approvati dal Parlamento italiano nello scorso mese di gennaio e che, nei prossimi giorni, dovrebbero consentire l'approvazione del decreto sostegno.

Lo scostamento del deficit pubblico italiano (dato dalla differenza tra quello riferito al 2020 e la media 2015-2019) è stato, in valore assoluto, pari a 118 miliardi di euro. Tra i Paesi dell'area euro solo la Germania (244,3 miliardi) e la Francia (165,3 miliardi di euro) hanno introdotto delle misure economicamente più espansive. La Spagna ha erogato 93,6 miliardi.

Assonidi: «Chiusura servizi infanzia è sconfitta per tutti»

«Il passaggio in zona rossa di diverse regioni italiane e la conseguente chiusura dei servizi all'infanzia è una sconfitta per tutti, imprese, educatori, genitori, bambini nonché per tutte le istituzioni che ci rappresentano». Lo afferma Assonidi.

«Nei giorni scorsi abbiamo scritto al presidente Draghi e ai ministri Bonetti e Speranza - dice - chiedendo un ripensamento sul nostro settore, dove la didattica online è impossibile da praticare. Abbiamo inoltre effettuato un sondaggio mensile, su base regionale, per capire l'andamento dei contagi nei nostri servizi e il risultato ha confermato la tenuta delle procedure attuate dai gestori: soltanto 29 casi su oltre 7700 bambini iscritti (lo 0,38 per cento) su un campione di 276 aziende lombarde».