8 agosto 2020
Aggiornato 22:30
Ipotesi TSO

TSO, trattamento sanitario obbligatorio: significato, che cos’è e a chi tocca

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, valuta il TSO per chi rifiuta la quarantena obbligatoria. Il significato di TSO, che cos’è e in cosa consiste

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza ANSA

Il Coronavirus Covid-19 è ancora tra noi. È lo stesso ministro della Salute a metterci in guardia, dichiarando che «Il virus circola ancora, non rilassiamoci». Poi, a seguito della denuncia del governatore del Veneto Luca Zaia sul focolaio di Vicenza, rilancia affermando che si sta valutando «il TSO per chi rifiuta la quarantena obbligatoria». Ma che cos’è il TSO, cosa significa e in cosa consiste?

TSO: significato

L’acronimo TSO significa Trattamento Sanitario Obbligatorio. Come suggerisce il nome, è una condizione in cui una persona è sottoposta a cure mediche contro la sua volontà. Il TSO fa riferimento alla legge del 23 dicembre 1978, articolo 34. Il TSO, per legge, ha una durata di sette giorni, dopo di che decade o viene prolungato.

Quando è applicato il TSO

Il Trattamento Sanitario Obbligatorio è noto più che altro per il suo impiego in psichiatria. Di solito si esercita quando viene attuato un ricovero forzato di un soggetto psichiatrico – specie quando si ritenga che questi non sia in grado di ragionare. Purtroppo, è spesso accaduto e accade ancora nel mondo che con questo metodo si esercitino dei poteri sulle persone in modo scorretto e si commettano dei soprusi: in sostanza, si ricoverano di forza soggetti ritenuti «scomodi».

Quando si applica il TSO

La legge prevede alcuni casi in cui si può applicare il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO).
Il primo caso è che la persona, secondo i sanitari che l’hanno visitata, necessiti di cure – anche se il soggetto ritiene di no.
Il secondo caso è quando una persona rifiuta le cure – che, sempre secondo i sanitari, dovrebbe invece seguire.
Il terzo caso si applica quando non sia possibile prendere misure extraospedaliere.

Il senso generale del TSO è che deve essere attuato in tutti quei casi in cui una persona viene ritenuta pericolosa per sé o per gli altri. Come accennato, l’impiego in ambito psichiatrico è principalmente utilizzato nei soggetti che manifestano l’intenzione di suicidio, minacciano o mettono in atto azioni lesive nei confronti di persone o cose. Il TSO è attuato anche quando un soggetto si rifiuta di comunicare e si isola oppure tenta di lasciarsi morire d’inedia (rifiuto di mangiare o bere).

La procedura di legge

Il TSO non può essere attuato a piacere, ma dovrebbe seguire una procedura stabilita per legge.
Il Trattamento Sanitario Obbligatorio deve essere disposto dal sindaco della città di residenza del soggetto. Questo perché il primo cittadino è considerato Autorità Sanitaria del Comune.

L’ordinanza di TSO

Il sindaco può emanare l’ordinanza di TSO soltanto in presenza di due certificazioni sanitarie o mediche. Queste devono attestare che:

  • la persona oggetto della richiesta di TSO si trovi in una situazione di alterazione tale da necessitare urgenti interventi terapeutici;
  • gli interventi proposti dai sanitari siano rifiutati dal soggetto;
  • non sia possibile usare immediate e idonee misure extraospedaliere.

Attenzione, perché per procedere devono esser presenti simultaneamente tutte e tre le condizioni di cui sopra. Inoltre, tali condizioni devono essere certificate da un primo medico – che può essere sia il medico di famiglia che un altro medico. Queste, infine, devono essere convalidate da un secondo medico parte di una struttura pubblica (Asl) – non necessariamente uno psichiatra.

Una proposta motivata

Per poi essere approvata, la proposta di TSO deve essere concretamente motivata. Una volta ricevuta la proposta con le certificazioni mediche, il sindaco ha 48 ore per disporre il TSO tramite ordinanza e poi far portare in ospedale il soggetto: in genere dagli agenti di Polizia Municipale accompagnati dai sanitari. Se la persona rifiuta il ricovero, può essere prelevata con forza.

Infine, il sindaco ha l’obbligo di inviare l’ordinanza di TSO al Giudice Tutelare entro 48 ore successive al ricovero per ottenere la convalida. Il Giudice poi, deve convalidare il provvedimento entro le 48 ore successive (legge 180, art. 3 comma secondo). Se il Giudice Tutelare non convalida il TSO, questo decade automaticamente. Per qualsiasi motivo, lo stesso Giudice Tutelare può annullare il provvedimento.