6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31

Boccia al PD: dobbiamo essere il partito del «manifesto sui lavori»

Lo scrive Francesco Boccia, deputato PD e candidato alla segreteria del Partito Democratico, sul suo blog su Huffington Post: «Se vogliamo essere l'alternativa dobbiamo essere discontinui col recente passato»

Francesco Boccia, candidato alla Segreteria del PD
Francesco Boccia, candidato alla Segreteria del PD ANSA

ROMA - «Se oggi il governo Lega-M5S umilia il Parlamento è giusto che il Pd reagisca unito e con una voce chiara. Se firmano cambiali a Bruxelles che porteranno l'Iva alle stelle fino al 26,5% nel 2021, noi dobbiamo dire di no in maniera compatta. Se pur di salvare la faccia della loro propaganda aumentano le tasse e bloccano gli investimenti noi dobbiamo denunciarlo pubblicamente e in piazza. Se l'anno prossimo per sedersi al tavolo e approntare la manovra obbligheranno a ripartire da -20 miliardi è bene che gli italiani lo sappiano. Ma tutto questo non basta. Se vogliamo essere l'alternativa dobbiamo essere discontinui col recente passato». Lo scrive Francesco Boccia, deputato PD e candidato alla segreteria del Partito Democratico, sul suo blog su Huffington Post.

Il PD nuovo dovrà essere il partito dell'ecologia integrale

«Negli anni scorsi abbiamo commesso degli errori che gli elettori non ci hanno perdonato. E se dopo il 4 marzo non avessimo smesso di fare politica, nella vana speranza di farci rimpiangere dagli italiani, avremmo potuto evitare anche l'abbraccio di Salvini al M5S che oggi contestiamo. Un abbraccio rivelatosi un'opportunità politica per Salvini che ha completato il progetto di costruzione di un partito della destra nazionale e una iattura per la sinistra italiana e alla prova dei fatti per lo stesso M5S. La nostra alternativa non dovrà mai più far sorgere dubbi agli italiani che ci hanno percepito come il partito dell'establishment. Noi dobbiamo essere il partito dei ceti popolari, delle periferie, di chi non ha voce, dei prestatori d'opera dipendenti e autonomi, dei giovani che vogliono certezze e degli anziani che chiedono sicurezze. Il PD nuovo dovrà essere il partito dell'ecologia integrale,  richiamata oggi a Taranto dal cardinale Parolin. E questo vuol dire anche Ilva completamente decarbonizzata, e vorrei che lo dicessero anche tutti gli altri candidati».

Mai più inutili bonus ma intervento shock e strutturali

«Se saremo il partito del 'manifesto sui lavori' e non il partito del Jobs act torneremo credibili. Vorrei sentir dire da tutti i candidati alla segreteria che sono contro il caporalato fisico e digitale, mai piu lavoro a cottimo che sfrutta le braccia e i cervelli. Mai più inutili bonus ma intervento shock e strutturali per ridurre per sempre il costo fiscale del lavoro e aumentare i salari netti. La decontribuzione piena del 2015 era la strada giusta ma non per un triennio, per sempre. La scuola deve essere il perno di un nuovo stato sociale, tempo pieno nelle scuole da nord a sud. Le scuole devono essere luoghi della socialità a tutto tondo. Non solo studio ma anche vita intorno allo studio. Tutto a carico dello Stato e uguali opportunità per tutti i ragazzi. Da loro si costruisce l'Italia moderna. E una sanità garantita a tutti a partire da chi non ce la fa».

Richetti: Governo umilia Parlamento

«La mobilitazione per il 29 dicembre davanti alla Camera e a gennaio in tutte le piazze è l'extrema ratio, a seguito dell'impossibilità di esercitare la dialettica parlamentare. È stata una compressione che va oltre le forzature, c'è differenza tra forzare e ledere. La Corte dovrà valutare se siamo entrati nello stato di fatto diverso dallo stato di diritto sancito dalla Costituzione. Da ieri la prerogativa di fare le leggi è nel contratto di governo: è ciò che accaduto, anche nel racconto della maggioranza». Così Matteo Richetti in una intervista a Fanpage. «Non si doveva, per mesi fare quelle pagliacciate dal balcone, il 2,4%, poi me ne frego dell'Europa, e alla fine farsi ridurre a scrivere la manovra dall'Europa. Batterò i pugni su quel tavolo, dicevano, poi li hanno presi a ceffoni. Juncker li ha presi a ceffoni?. Faccio una domanda ai parlamentari del M5s eletti nei territori: che istanze territoriali hanno potuto portare? ..Arrivati a questo punto.. non avrebbero retto neanche la discussione interna alla maggioranza».