14 ottobre 2019
Aggiornato 01:00

Manovra, Di Maio pubblica l'elenco delle «cose fatte». E' proprio tutto vero?

Dalla sterilizzazione dell'Iva al reddito e pensioni di cittadinanza, da quota 100 al taglio del 30% dei premi Inail. Ecco il fact checking all'elenco di Di Maio

Manovra, Di Maio pubblica l'elenco delle «cose fatte». E' proprio tutto vero?
Manovra, Di Maio pubblica l'elenco delle «cose fatte». E' proprio tutto vero? ANSA

ROMA - Dalla sterilizzazione dell'Iva, al reddito e pensioni di cittadinanza, da quota 100 al taglio del 30% dei premi Inail, dai 10,5 miliardi per il dissesto idrogeologico al miliardo per venture capital per le startup innovative, alla sanità e i 6 mila euro di incentivi per le auto elettriche: «Questa è la lista delle cose che sono entrate nella legge di Bilancio, fatela vedere a chi ancora è scettico su questo Governo». Lo scrive su Facebook il vicepremier e capo politico del M5S, Luigi Di Maio, postando la foto di un foglio con su scritto le misure che sono in legge di bilancio. «Sappiate che questo è solo l'inizio, sono sicuro che il 2019 sarà l'anno del cambiamento e sono davvero contento di potervelo dire mentre tra le mani stringo questa lista di piccoli e grandi successi. Grazie a tutti voi che siete sempre stati al nostro fianco. Questo è un successo di tutti noi, di tutti gli italiani» aggiunge. Ma subito arriva la reazione dei media, che replicano al fact checking del vicepremier con un loro fact checking. Per esempio quello del Messaggero, che vi riportiamo.

Aumenti dell'Iva

Nessun aumento, dice Di Maio. In realtà è vero solo per quanto riguarda il 2019. La manovra però carica 51,9 miliardi di Iva aggiuntiva sul 2020 e 2021.

Pensioni minime

Aumento delle minime? Nella Legge di Bilancio non c'è nessun aumento, ci sono i soldi destinati al reddito di cittadinanza. Per aumentare le pensioni più basse servirà un ulteriore decreto.

Reddito di cittadinanza

Ci sono i fondi, pari a circa 6 miliardi più 1 miliardo per la riforma dei Centri per l'Impiego. Si tratta di circa 2 miliardi in meno rispetto a quanto inizialmente previsto. Non è ancora chiaro se le risorse saranno destinate più ai poveri o ai disoccupati. Bisognerà aspettare il 2019 per leggere il decreto legge che ne fissa le caratteristiche.

Quota 100

Ci sono 4 miliardi per il 2019 per consentire il pensionamento di chi ha almeno 62 anni d'età e 38 di contributi. Si tratta di circa due miliardi in meno rispetto alle stime iniziali. Per rallentare l'addio al lavoro dei neopensionandi saranno previste delle finestre d'uscita scaglionate lungo l'anno. Come per il reddito, le nuove regole previdenziali dovranno essere indicate in un decreto legge ad hoc.

Taglio pensioni d'oro

Scatta un contributo di solidarietà fra il 15 e il 40% per le quote di pensione sopra i 100 mila euro lordi l'anno. Il risparmio sarà di appena 80 milioni. Durante la campagna elettorale più volte Di Maio aveva detto che «dall'abolizione delle pensioni d'oro si possono ottenere 12 miliardi».

Esclusione Bolkestein

Solo i venditori ambulanti sono esclusi esplicitamente, nella manovra, dalla direttiva Ue che obbliga la messa a gara delle concessioni. Per i balneari c'è una proroga del quadro attuale.

Risparmiatori

1,5 mld per i truffati dalla banche? Sì, la Legge di Bilancio stanzia 1,5 miliardi, in più anni, da destinare agli indennizzi ai risparmiatori colpiti dal fallimento delle banche.

Capannoni industriali

In manovra l'Imu sugli immobili strumentali delle imprese rimane inalterata. A cambiare è la percentuale di deduzione dall'Ires e dall'Irpef, che passa dal 20 al 40%.

Abolizione Sistri

Il decreto semplificazioni abolisce dal 2019 il sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri), prevedendo un meccanismo alternativo che dovrà essere messo a punto. Nel frattempo le imprese dovranno rispettare i vecchi adempimenti cartacei.

Tassa sulle auto

Di Maio ricorda gli incentivi da 1.500 fino a 6.000 euro per le auto ibride. E' vero solo tecnicamente. In realtà il governo stanzia solo 60 milioni per sconti che scatteranno per poche migliaia di auto importate dall'estero. Inoltre, dal primo marzo arriverà una tassa da 1.100 a 2.500 euro per molti modelli popolarissimi come alcune versioni di Golf, Focus, Duster, Tipo e su auto costruite in Italia come le Maserati. La tassa frenerà economia e occupazione senza ridurre l'inquinamento.