23 gennaio 2019
Aggiornato 09:30
Manovra finanziaria

Se la proposta di Conte a Juncker non fa impazzire Salvini e Di Maio

Un vertice notturno convocato dopo l’incontro di Conte a Bruxelles con il presidente della Commissione Ue Juncker

Il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini

ROMA - La cena «è andata bene». Poco dopo la mezzanotte il premier Giuseppe Conte è uscito dal ristorante Arancio d’oro nel centro di Roma dove ha cenato con i suoi vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Un vertice notturno convocato dopo l’incontro di Conte nel pomeriggio a Bruxelles con il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker: faccia a faccia sulla manovra, al termine del quale Conte ha comunicato la proposta dell’Italia, che prevede una riduzione del rapporto deficit/Pil dal 2,4% al 2,04%, praticamente sette miliardi di euro. La riunione di governo si è svolta in un clima sereno? «Sì, certo», ha assicurato Conte.

La cena - Ma i due leader di Lega e M5s non sembrano entusiasti. Di Maio si è allontanato senza rispondere alle domande dei cronisti. Salvini, con felpa e cappellino della Protezione civile, si è limitato a dire «parla il presidente del Consiglio», prima di allontanarsi frettolosamente. Tanto che quando Conte, fatte poche decine di metri, ha chiesto «dov’è Matteo?», per salutarlo, gli hanno risposto che «è andato avanti». Una freddezza evidente che riflette anche i dubbi dei due vicepremier sulla proposta finale che Conte ha portato a Juncker. Salvini e Di Maio temono infatti, secondo quanto si apprende, che quel 2,04% possa mettere a rischio le misure principali: reddito di cittadinanza e quota 100. Forse non è un caso che Salvini, poco prima della cena, avesse affidato a un tweet la sua posizione: «Ancora al lavoro per gli italiani, per mantenere gli impegni presi sul diritto al lavoro, alla pensione, alla salute e alla sicurezza, cercando di evitare sanzioni e problemi con Europa e mercati. Io ci credo e non mollo!».

Giovedì di nuovo a Bruxelles - Al termine della cena, però, lo stesso premier si è mantenuto cauto e alla domanda se giovedì si chiuderà la trattativa con l’Europa su un ridimensionamento del rapporto deficit-Pil dal 2,4% al 2,04%, ha risposto: «Vediamo…». Intanto giovedì Conte e Tria ripartono per Bruxelles, per il Consiglio europeo sulla Brexit dove, è facile ipotizzarlo, ci saranno anche nuove interlocuzioni sulla legge di Bilancio. Ma Conte per il momento non vuole riaprire l’argomento. «Nuovi incontri? Domani non ce ne sono». Il prossimo passaggio? «Ci riposiamo un po».