22 marzo 2019
Aggiornato 14:30
Governo

Conte: «Rivendichiamo di essere populisti»

«Restituiamo al popolo la pienezza della sovranità, rendendo il compito della rappresentanza realmente aderente alla tutela degli interessi rappresentati»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Se populismo significa ridurre lo iato tra popolo ed elite, restituendo al popolo la pienezza della sovranità e rendendo il compito della rappresentanza realmente aderente alla tutela degli interessi rappresentati, rivendichiamo di essere populisti». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante le comunicazioni in aula alla Camera in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre. «E' una manovra - ha proseguito - che farà crescere l'Italia non solo con riferimento al Pil: tutto questo sarà realizzato in modo sostenibile conservando inalterato il diritto all'istruzione e alla salute. I diritti costano ma sono costi che le società democratiche devono sostenere se credono nel primato della persona umana che non può essere sacrificato per perseguire altri anche se legittimi obiettivi. Questo non è populismo e se populismo significa ridurre lo iato tra popolo ed elite restituendo al popolo la pienezza della sovranità e rendendo il compito della rappresentanza realmente aderente alla tutela degli interessi rappresentati rivendichiamo di essere populisti».

Serve coraggio per stabilità sociale - Dobbiamo «agire ora, coraggiosamente, affiancando la stabilità finanziaria alla stabilità sociale», questo è «il modo più efficace per recuperare la crisi di senso e il deficit di rappresentanza che tutte le democrazie avanzate stanno riscontrando ed evitare che il senso di abbandono si traduca in contestazione dagli esiti imprevedibili. Mi rivolgo al Parlamento, alla maggioranza e all'opposizione: siamo qui per soddisfare i bisogni dei cittadini - ha aggiunto Conte -: crediamo necessario invertire il processo di esclusione vissuto da fasce della società che vedono cadere le loro prospettive di progresso e crescita e vedono figli più istruiti dei padri abbandonati a un precariato esistenziale».

Miope logorare riforme, esiti imprevedibili - «Logorare l'azione riformatrice di questo governo sarebbe una strategia miope», così come lo sarebbe «cercare di reprimere le istanze che rimarrebbero vive nella società e potrebbero presentarsi in forme e modi difficili da prevedere e più faticose da soddisfare».