18 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

Di Maio annuncia i «navigator» per il reddito di cittadinanza. E la rete ironizza

Si tratta della figura professionale che si occuperà di formare e orientare i disoccupati. Ma l'opposizione ci scherza sopra: «Semmai serve un terminator»

ROMA – È il «navigator» l'ultima invenzione di Luigi Di Maio. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico l'ha svelata ieri, ospite di Bruno Vespa, in occasione della puntata di Porta a porta. Si tratta, in pratica, della figura lavorativa chiave per l'erogazione del reddito di cittadinanza: una sorta di tutor, che affiancherà i disoccupati seguendone la formazione e l'orientamento verso il mondo del lavoro. «Il navigator fa parte del programma di assunzioni che faremo – ha spiegato Di Maio – Li selezioniamo con un colloquio per trovare altre persone con alto profilo per seguire i giovani che hanno perso il lavoro. Li formerà e li orienterà in modo che l'azienda li possano assumere senza doverli formare. La formazione non dovrà necessariamente avvenire nei centri per l'impiego: potrà svolgersi in un centro privato o in un'azienda. L'importante è che la persona che orienta il disoccupato venga pagato in base al numero delle persone orientate».

Modello americano
Figure simili, ha assicurato il leader del Movimento 5 stelle, esistono «in tutta Europa». Ma, soprattutto, in America, in particolare in Mississippi, dove un sistema simile di ricollocamento dei disoccupati è nato grazie al professore pugliese Mimmo Parisi, da qualche settimana consulente proprio di Di Maio. I navigator, dunque, dovrebbero essere almeno una parte dei quattromila nuovi assunti già previsti da un emendamento alla manovra che ha stanziato 120 milioni di euro per il 2019.

Quelli che ironizzano
Sull'annuncio di Di Maio sono comunque sorti non pochi dubbi: non soltanto perché il modello del Mississippi (che ha appena il 5% di disoccupazione) non è detto che funzioni altrettanto bene anche in Italia, e non soltanto perché i costi a carico dello Stato per riformare i centri per l'impiego si prospettano comunque molto ingenti. È proprio sul concetto e addirittura sul nome dei navigator che in rete si è subito scatenata l'ironia, in particolare da parte dell'opposizione. «L’ultima panzana di Di Maio si chiama Navigator. Il ministro del Lavoro ha ormai definitivamente staccato la spina dalla realtà», accusa il piddino Andrea Marcucci. E il suo compagno di partito Carlo Calenda rincara la dose: «Urge un terminator, altro che un navigator». Il commento più simpatico è però probabilmente quello di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, che twitta un fantomatico tutorial video sulle nuove politiche del lavoro: in realtà si tratta una scena dal film Il conte Tacchia, dove Paolo Panelli intima a Ninetto Davoli ed Enrico Montesano «Dovete anna' a lavorà...».