16 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Flash mob di Fdi contro il global compact, Meloni: contiene principio devastante per gli Stati nazione

Fratelli d'Italia in piazza per chiedere un no formale al governo sul documento Onu. Meloni: la fregatura è dietro l'angolo

Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia in piazza Montecitorio per dire no al global compact
Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia in piazza Montecitorio per dire no al global compact (ANSA/UFFICIO STAMPA GIORGIA MELONI)

ROMA - "Il Global Compact è un documento apparentemente innocuo ma che al suo interno contiene un principio devastante per l'esistenza degli Stati nazionali: dice che l'immigrazione è un principio fondamentale di ogni essere umano». Dalla piazza di Montecitorio la leader di Fdi Giorgia Meloni, dove ha radunato i suoi per un flash mob in cui chiedere un no formale del governo al documento Onu dopo la bagarre in Aula, lancia l'allarme: «Attenzione, perché si tratta di qualunque tipo di immigrazione: chi scappa dalla guerra, chi scappa dalla fame, chi scappa dal caldo, chi si muove semplicemente perché gli va di muoversi».

L'appello a Salvini
Se l'Italia sottoscrive questo patto - e grande responsabilità in questo se l'è assunta il ministro dell'Interno Matteo Salvini che ha demandato la decisione al Parlamento seguendo le orme del premier Conte - qualunque politica di controllo delle nostre frontiere che faremo domani verrà richiamata dalle Nazioni Unite. Questo ciò che contesta Fratelli d'Italia. «Non ha senso chiudere i porti e poi andare a sottoscrivere il Global Compact, che disconosce tutto quello che è stato fatto in questi mesi» continua Meloni, che rivolge al Governo un appello «serissimo». Malgrado sulla politica economica stia facendo un «disastro», «pensavano di essere d'accordo con l'esecutivo almeno sulla politica migratoria. Se adesso cambia politica sugli immigrati direi che è il caso di tornare a votare»

"Schizofrenia» al governo
"No Global Compact. Stop invasione» dunque è il suo monito. «Mi aspetto - ha aggiunto - che il Parlamento voti a maggioranza la risoluzione per dire no al Global Compact che Fratelli d'Italia ha già presentato due settimane fa, perché mentre Salvini afferma in Aula che il Governo non andrà a Marrakech, il Movimento cinque stelle risponde che questo non significa non sottoscrivere il Global Compact». Una «palese confusione": tra Lega e M5s c'è una spaccatura e il voto parlamentare è «pericoloso» perché se i grillini votano con il Pd il Global Compact verrà sottoscritto e Salvini non potrà dire 'io non ero d'accordo ma la maggioranza del Parlamento ha vinto'. Il deputato di Fdi Andrea Delmastro proprio ai nostri microfoni non ha usato mezzi termini per descrivere la «schizofrenia» del governo: «Serve uno psichiatra prima di un politico per risolvere le controversie di questa maggioranza».

"Sul no al Global Compact andiamo fino in fondo»
Meloni è preoccupata: «Una cosa simile non si può rischiare: Salvini dica 'o il governo sull'immigrazione fa quello che abbiamo detto o noi non ne facciamo più parte'. Oggi Fratelli d'Italia ha votato il decreto sicurezza del governo perché quando si tratta di difendere la sicurezza e dire no all'immigrazione incontrollata noi ci siamo. Ci siamo anche però quando c'è da dire che il Governo sta sbagliando». E in effetti proprio grazie a Fdi si sono accessi i riflettori sul Global Compact e su una firma «che si stava andando a fare alla chetichella». Il governo che torna indietro è una prima vittoria di Fratelli d'Italia, ma non intende fermarsi: «Sul no al Global Compact andiamo fino in fondo».

Immigrazione incontrollata 
Il 10 e 11 dicembre prossimi a Marrakech l'Assemblea Generale dell'Onu adotterà il documento sulle migrazioni che crea un impegno giuridicamente vincolante che, a detta di Fdi, rischia di compromettere definitivamente ogni politica di contrasto all'immigrazione incontrollata: «Non ci sarà più distinzione tra profughi e clandestini, in pratica». Salvini ha dichiarato che su questo tema i parlamentari si potranno esprimere secondo coscienza e nessuno riuscirà a far litigare la maggioranza. Meloni non è d'accordo. «Dire 'si' o 'no' a un accordo che legittima per sempre l'immigrazione incontrollata non è questione di coscienza, ma un tema politico decisivo per qualsiasi governo. Che senso ha festeggiare un timido decreto sicurezza se poi il governo di cui fai parte finisce a schierarsi con Macron, Merkel e le ong di Soros?».

"Su questi temi dobbiamo litigare»
E Fratelli d'Italia non è nemmeno d'accordo sul fatto che su questi temi non si debba litigare: se, dopo aver dettato la linea su tutte le misure economiche, il M5S dovesse riuscire a scardinare la politica dell'immigrazione del governo, «si deve avere il coraggio non solo di litigare ma di porre fine a questa accozzaglia innaturale». Le nazioni «più attente alla difesa dei confini» hanno annunciato l'intenzione di non sottoscrivere il documento: dagli USA di Trump ai Paesi del gruppo Visegrad - Ungheria, Polonia, Rep. Ceca e Slovacchia - dalla Svizzera all'Australia. «Per primi - prosegue Meloni - abbiamo sollecitato il governo a prendere una posizione netta contro il Global Compact ma il premier Conte e il ministro degli Esteri Moavero hanno invece annunciato l'orientamento favorevole del governo. Soltanto dopo le nostre insistenze Salvini ha schierato la Lega sul fronte dei contrari e ha annunciato che il governo italiano non parteciperà alla conferenza di Marrakech e per il momento non lo sottoscriverà. Di questo prendiamo atto positivamente e ci prendiamo il merito».

La fregatura dietro l'angolo
Ma la leader di Fdi non è soddisfatta: «Non ci basta: Conte e Salvini dicono che su questo argomento si dovrà esprimere il Parlamento. Peccato che proprio ieri alla Camera, su un ordine del giorno di FdI, non solo i 5 Stelle ma persino i deputati della Lega abbiano votato insieme alla sinistra contro l'impegno a non firmare l'accordo». Una posizione che Meloni bolla come «incomprensibile», perché dimostra che «la fregatura è dietro l'angolo": in un nuovo passaggio parlamentare i grillini potranno sommare i propri voti alle sinistre e sancire definitivamente l'orientamento favorevole a questo «patto scellerato».