18 dicembre 2018
Aggiornato 22:00

Il governo non firma il Migration Compact, deciderà il Parlamento. Esplode la rabbia di Meloni: «Serve no formale»

Il Governo italiano farà scegliere il Parlamento sul Global Compact sull'immigrazione dell'Onu, proprio come la Svizzera

ROMA - Il governo italiano farà scegliere il Parlamento sul Global Compact sull'immigrazione dell'Onu. «Non firmerà alcunchè e non andrà a Marrakech. Deve essere l'Aula a discuterne ed esprimersi». In Aula si sentono urla, c'è un rumore fortissimo, ma Matteo Salvini tira dritto e precisa che il governo non si esprime su questa questione. Anticipa di fatto, in Aula alla Camera nel corso dell'esame del dl sicurezza, la precisazione del premier Giuseppe Conte sulla posizione dell'Italia rispetto al Global Migration Compact Ue, resa nota qualche minuto dopo da palazzo Chigi. L'Italia - ha contestato Salvini alle accuse delle opposizioni di contraddizioni fra contenuti di dl sicurezza e Global Migration Compact - può fare come la Svizzera: lo ha portato avanti fino a ieri e poi ha detto 'fermi tutti'. Risparmierei i vostri attacchi per il futuro» avverte.

Ci sarà una iniziativa congiunta Lega-M5s
La posizione di Salvini è «chiara ed è contraria a invasioni di campo. Esprimo stima e rispetto per la scelta di Conte che sul modello svizzero ha rimandato al Parlamento. Ci sarà una iniziativa congiunta Lega-M5s, si farà un accordo, non riusciranno a farci litigare. Ho parlato ieri con Moavero, è d'accordo», ha aggiunto, riferendosi al ministro degli Esteri. «Il governo del cambiamento lascia che siano cittadini, tramite i loro parlamentari a decidere. Più bello e trasparente e democratico di così», dice ancora Salvini. A chi gli chiede se da parte della Lega sarà una bocciatura, Salvini risponde: «I parlamentari voteranno secondo coscienza, la posizione della Lega è chiara. Ci metteremo d'accordo anche su questo con i Cinque stelle, quindi anche questa volta non riusciranno a farci litigare»

Conte: «Riteniamo opportuno parlamentarizzare»
In una nota ecco che arriva poi la precisazione del premier Giuseppe Conte: «Il Global Migration Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all'esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera». A Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato.

M5s d'accordo
Anche dai banchi del Movimento 5 Stelle c'è sintonia: «Come ha ribadito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Global Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: è quindi opportuno parlamentarizzare il dibattito e rimettere le relative scelte all'esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. È corretta quindi la scelta del governo che a Marrakech non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato dopo un approfondito dibattito» dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle della commissione Esteri di Camera e Senato, insieme al sottosegretario Manlio Di Stefano.

Meloni: «O no formale oppure dimissioni»
Di tutt'altro avviso invece la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, che per prima aveva invitato il ministro dell'Interno a non firmare il Global Compact: «Caro ministro Salvini - attacca Meloni - anche io so fare di conto. Se lei ci dice che il governo sul Migrant Global Compact si affida al Parlamento significa semplicemente che se i gruppi M5s votano con il Pd e LeU l'accordo passa. A che è servito allora aver detto finora di voler fare la guerra? Io credo che più seriamente lei e Lega dovete scegliere fra il no del governo al Migrant Compact o le dimissioni da esso». La leader Fdi sarà in piazza alle 15,30 a palazzo Chigi per chiedere al Governo di pronunciare un no formale.