18 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Delmastro (Fdi): «Se passa il global compact, Salvini faccia cadere il governo: urge uno psichiatra»

L'annuncio del ministro non convince Fratelli d'Italia: «Sull'immigrazione il governo tiene insieme dottor Jekyll e mister Hyde», dichiara il deputato al DiariodelWeb.it

Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d'Italia, il ministro Matteo Salvini oggi ha dichiarato in aula che il governo non firmerà il global compact sull'immigrazione. Perché non siete soddisfatti di questa apertura nei vostri confronti?
Non è che non siamo soddisfatti: l'apertura è meglio di niente. Ma noi registriamo che c'è un governo in cui il presidente del Consiglio dice che aderirà al global compact e il ministro degli Esteri che su nostra richiesta, la settimana scorsa in question time, ha detto che aderiremo al global compact. Oggi Salvini ha detto che non andremo a Marrakech, ma non si è sbilanciato a dire che non firmeremo. Un minuto dopo si è votato l'ordine del giorno di Fratelli d'Italia, in cui si chiedeva di non aderire al global compact, e con parere contrario del governo è stato bocciato. Scopriamo che Salvini vuole portarlo in parlamento, dicendo che non ci faranno litigare: noi pensiamo, invece, che su una cosa del genere è proprio il caso di litigare. E addirittura staccare la spina al governo, nel caso in cui passasse mai la firma al global compact. Non sfuggirà a nessuno che, portandolo in parlamento, se per caso M5s, insieme a Pd e Leu, voterà per l'adesione, vorrebbe dire che questo governo vanificherà tutto quello che ha fatto fino ad ora. E si piegherà a consegnare il destino dell'Italia a organismi sovranazionali, che diranno che il diritto alla migrazione, per qualunque motivo, è fondamentale; che non si potrà più fermare l'assistenza; che il governo si dovrà impegnare in politiche attive a favore dei migranti. Mi pare una follia. L'ultimo tassello per scardinare l'identità dei popoli e i confini degli Stati nazionali.

Quindi lei come spiega questa posizione di Salvini: se ne lava le mani o si piega al Movimento 5 stelle?
Ha cercato di guadagnare del tempo, che però prima o poi scadrà. Capisco che abbiano stretto un contratto di governo in cui dovevano tenere insieme il diavolo e l'acqua santa e, su alcune tematiche, le contraddizioni sono più evidenti che su altre. Certo è che però, se aderissimo al global compact perché il voto parlamentare comporterà una saldatura tra M5s e sinistra, sarebbe un clamoroso fallimento politico di tutta la linea adottata finora dal governo. Noi riteniamo che non sia accettabile sentirsi dire da Salvini che non ci faranno litigare: è proprio il caso di litigare, e di dire che la permanenza al governo della Lega è subordinata al fatto che non si firmi il global compact. Se non sarà così, verrà scardinato ogni lavoro di difesa dei confini e di sovranità nazionale sulle politiche migratorie.

Avete avuto interlocuzioni dirette con la Lega, o soltanto a livello ufficiale in parlamento?
Solo a livello ufficiale, perché è difficile avere interlocuzioni. Cinque minuti dopo che Salvini, sibillinamente, diceva che non andremo a Marrakech, senza dire se aderiremo o no al global compact, non solo ci veniva bocciato l'ordine del giorno, ma io andavo in commissione Esteri, dove il sottosegretario Manlio Di Stefano ha detto testualmente che non andare a Marrakech non significa non aderire al global compact. Capisce che qui siamo oltre al tema politico, siamo a quello psichiatrico: in cinque minuti il governo è riuscito a dire tutto e il contrario di tutto.

Uno sdoppiamento di personalità, in pratica.
Siamo allo sdoppiamento della personalità: urge uno psichiatra, prima ancora che un politico, a dirimere le controversie. Sull'immigrazione crediamo che il governo abbia nella sua pancia il dottor Jekyll e il mister Hyde: bisogna vedere chi prevarrà. Il problema è che, se mai dovesse prevalere mister Hyde, sarebbe un grosso guaio.

Quindi lei dice che, se dovessimo firmare il global compact, è il caso che Salvini faccia cadere il governo.
Deve staccare la spina. Già è un sintomo di grande debolezza parlamentarizzarlo. Stati Uniti, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Bulgaria, Israele non hanno parlamentarizzato nulla: con dei governi coesi sulle politiche migratorie hanno detto che non aderiranno, fine. Evidentemente ci sono delle grosse difficoltà a tenere questa posizione.