29 novembre 2020
Aggiornato 18:00
Centrosinistra

La delegata si sfoga contro i big del Pd: «Ritiratevi tutti»

Katia Tarasconi, consigliere regionale dell'Emilia Romagna, riserva una bordata ai vertici durante l'assemblea del partito: «Basta arroganza, correnti, divisioni»

ROMA – Parla per prima, Katia Tarasconi, subito dopo il segretario uscente Maurizio Martina, e rompe la solita liturgia delle assemblee Pd: «Ritiratevi tutti – dice rivolta ai candidati al congresso – Ripartiamo dalle idee, non dalle persone». Riceve qualche applauso, ma solo dalle ultime file, quelle dove non ci sono i big del partito. La Tarasconi è di Piacenza, consigliere regionale in Emilia Romagna e già all'assemblea di luglio aveva pronunciato un intervento sferzante definendo «folli» i vertici del Pd. Il video di quell'intervento, ha ricordato è oggi «è diventato virale, ma quanti di voi del vertice si sono domandati perché abbia riscosso così tanta empatia».

Renziani e non
La delegata esalta il «valore della squadra» che «viene prima del valore del singolo» e afferma che «lo spazio a Salvini e a 5 stelle lo abbiamo lasciato noi, con le nostre divisioni, correnti e, soprattutto, con la nostra presunzione. Noi che continuiamo a parlare di fuoco amico, mentre il fuoco vero è arrivato dalla gente». Nessuno sconto per i big del partito: «A nessuno là fuori interessa chi sta con o contro Renzi, Franceschini, Martina, Zingaretti, Minniti. Dovremmo con questo congresso cercare per la prima vola di essere una squadra e non un agglomerato di singoli, presuntuosi, arroganti e spesso autoreferenziali». La Tarasconi parla di «un congresso vecchio stile dove si ha cura persino di mettere persone provenienti dalla stessa area politica a sostenere diverse mozioni per essere sicuri che, comunque vada, qualcuno sosterrà la vostra ricandidatura». Quindi, la conclusione, con una «proposta» che difficilmente verrà accettata dai candidati: «Ritiratevi tutti, ripartiamo dalle idee».

L'addio di Martina
All’assemblea del Pd convocata per prendere atto delle dimissioni del segretario Maurizio Martina e per fissare la data del congresso non partecipa Matteo Renzi. In sala ci sono, tra gli altri, l’ex premier Paolo Gentiloni, Nicola Zingaretti e Marco Minniti. Tra le altre cose, Martina ha detto che il Pd deve saper essere unito, pur nel confronto congressuale, ricordando che «il nostro nemico è la destra. Ricordiamoci tutti - così Martina - che il nostro nemico è la destra, che la partita inizia un minuto dopo e che a nessuno di noi è consentito giocare tatticamente, in maniera ossessiva, anche in questo percorso di lavoro». E l'ex presidente del Consiglio Gentiloni ribadisce che nel Pd non è in atto «nessuna lite» ed è auspicabile che il nuovo segretario venga eletto «nella prima parte di febbraio».