16 dicembre 2018
Aggiornato 05:30

La delegata si sfoga contro i big del Pd: «Ritiratevi tutti»

Katia Tarasconi, consigliere regionale dell'Emilia Romagna, riserva una bordata ai vertici durante l'assemblea del partito: «Basta arroganza, correnti, divisioni»

Il segretario uscente del Partito Democratico Maurizio Martina al termine del suo intervento durante l'assemblea nazionale
Il segretario uscente del Partito Democratico Maurizio Martina al termine del suo intervento durante l'assemblea nazionale (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA – Parla per prima, Katia Tarasconi, subito dopo il segretario uscente Maurizio Martina, e rompe la solita liturgia delle assemblee Pd: «Ritiratevi tutti – dice rivolta ai candidati al congresso – Ripartiamo dalle idee, non dalle persone». Riceve qualche applauso, ma solo dalle ultime file, quelle dove non ci sono i big del partito. La Tarasconi è di Piacenza, consigliere regionale in Emilia Romagna e già all'assemblea di luglio aveva pronunciato un intervento sferzante definendo «folli» i vertici del Pd. Il video di quell'intervento, ha ricordato è oggi «è diventato virale, ma quanti di voi del vertice si sono domandati perché abbia riscosso così tanta empatia».

Renziani e non
La delegata esalta il «valore della squadra» che «viene prima del valore del singolo» e afferma che «lo spazio a Salvini e a 5 stelle lo abbiamo lasciato noi, con le nostre divisioni, correnti e, soprattutto, con la nostra presunzione. Noi che continuiamo a parlare di fuoco amico, mentre il fuoco vero è arrivato dalla gente». Nessuno sconto per i big del partito: «A nessuno là fuori interessa chi sta con o contro Renzi, Franceschini, Martina, Zingaretti, Minniti. Dovremmo con questo congresso cercare per la prima vola di essere una squadra e non un agglomerato di singoli, presuntuosi, arroganti e spesso autoreferenziali». La Tarasconi parla di «un congresso vecchio stile dove si ha cura persino di mettere persone provenienti dalla stessa area politica a sostenere diverse mozioni per essere sicuri che, comunque vada, qualcuno sosterrà la vostra ricandidatura». Quindi, la conclusione, con una «proposta» che difficilmente verrà accettata dai candidati: «Ritiratevi tutti, ripartiamo dalle idee».

L'addio di Martina
All’assemblea del Pd convocata per prendere atto delle dimissioni del segretario Maurizio Martina e per fissare la data del congresso non partecipa Matteo Renzi. In sala ci sono, tra gli altri, l’ex premier Paolo Gentiloni, Nicola Zingaretti e Marco Minniti. Tra le altre cose, Martina ha detto che il Pd deve saper essere unito, pur nel confronto congressuale, ricordando che «il nostro nemico è la destra. Ricordiamoci tutti - così Martina - che il nostro nemico è la destra, che la partita inizia un minuto dopo e che a nessuno di noi è consentito giocare tatticamente, in maniera ossessiva, anche in questo percorso di lavoro». E l'ex presidente del Consiglio Gentiloni ribadisce che nel Pd non è in atto «nessuna lite» ed è auspicabile che il nuovo segretario venga eletto «nella prima parte di febbraio».