14 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Il piano di Berlusconi per le Europee

Il Cavaliere pronto a tornare in campo: «Il Partito popolare europeo sia motore del cambiamento». E riparte il «corteggiamento» a Salvini
Silvio Berlusconi e Matteo Renzi durante le consultazioni al Quirinale
Silvio Berlusconi e Matteo Renzi durante le consultazioni al Quirinale (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

ROMA - Il Presidente Silvio Berlusconi invia a Manfred Weber capogruppo del Ppe e ai delegati del Partito Popolare Europeo, riuniti ad Helsinki, i suoi più cordiali saluti e auguri di buon lavoro. «Il Ppe» scrive Berlusconi «deve essere il motore di cambiamento dell'Europa per realizzare finalmente quella politica estera e quella politica di difesa comune che facciano dell'Unione Europea non soltanto uno spazio di democrazia, di benessere e di libertà per i suoi popoli ma anche, come nei progetti e nei sogni dai suoi padri fondatori, una potenza militare mondiale seduta al tavolo delle altre potenze mondiali per decidere i destini del mondo e un faro di cultura, di civiltà, di democrazia e di libertà per tutti i Paesi del globo». Ad Helsinki Forza Italia è rappresentata dal suo vicepresidente, Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, e da altri suoi numerosi delegati.

Il piano per le Europee
Silvio Berlusconi non pensa di poter rifondare un Popolo della Libertà, ovvero un partito unitario del centrodestra. Intervistato da Bruno Vespa per il nuovo libro del conduttore televisivo dal titolo «Rivoluzione», il leader di Forza Italia ha replicato così: «No, francamente mi sembra difficile mettere insieme le diverse formazioni politiche che fanno parte del centrodestra. I partiti devono mantenere la propria identità, costituire una coalizione per conquistare la maggioranza dei voti per dare vita a un governo di centrodestra». Però, a venticinque anni dal suo battesimo, «il nome Forza Italia lo troviamo sempre più giusto». L'Altra Italia «è solo una definizione, un modo - ha spiegato - per indicare quella maggioranza di italiani ragionevoli, di buon senso e di buona volontà che, come noi, amano l'Italia, credono in un buongoverno, sono rimasti sconcertati dai governi degli ultimi anni e che, alle elezioni del 4 marzo, in parte sono rimasti a casa e in parte hanno votato per punire la politica tradizionale».

Alle prossime europee «niente alleanza Lega-M5s»
L'ex premier è scettico su una possibile alleanza Lega-M5S alle prossime elezioni: «Non lo credo. Sarebbe la continuazione di un matrimonio che l'attuale esperienza di governo ha dimostrato innaturale. Ho avuto da Salvini l'assicurazione assoluta che per la Lega l'opzione politica del futuro era e rimane il centrodestra. Già oggi questa alleanza conquisterebbe la maggioranza assoluta, e la solidità della coalizione è dimostrata dal patto rinnovato per le elezioni regionali».