16 dicembre 2018
Aggiornato 09:30

Il presidente Inps contro il reddito di cittadinanza: «Disincentiva la ricerca di lavoro»

Anche Tito Boeri è tra i critici alla misura contro la povertà voluta dal Movimento 5 stelle: «Ma siamo pronti ad impegnarci per farlo funzionare al meglio»

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione davanti alle commissioni Finanze e Lavoro della Camera
Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione davanti alle commissioni Finanze e Lavoro della Camera (Giuseppe Lami | ANSA)

ROMA«Noi ce la metteremo tutta ma ancora non abbiamo visto un articolato. E i ritardi pesano: non si può pensare di chiudere la norma il 31 dicembre e poi partire con l'applicazione dal primo gennaio. Posso dire che vedo alcuni rischi. Il principale è quello di disincentivare le persone dal cercare lavoro». Tito Boeri, presidente dell'Inps in un'intervista al Messaggero parla del reddito di cittadinanza.

Lotta alla povertà
«Su questo fronte i controlli sono utili ma occorre soprattutto disegnare lo strumento in modo che resti conveniente lavorare: si può fare ad esempio prevedendo un decalage per il venir meno del diritto alla prestazione, oppure escludendo alcuni tipi di reddito dal computo dell'assegno – suggerisce Boeri – Un'altra cosa saggia sarebbe partire gradualmente, con soglie più basse e una platea parziale, proprio per raggiungere in modo mirato chi ha davvero bisogno. Per arrivare ai 780 euro c'è tempo tutta la legislatura». Secondo Boeri «in Italia c'è bisogno di uno strumento incisivo di contrasto alla povertà, che fino a poco tempo fa non esisteva. Il Rei, reddito di inclusione, è stato un passo molto importante perché ha un impianto nazionale uniforme ma si basa sui Comuni. Il Rei nel primo anno ha funzionato bene riuscendo a raggiungere più di un milione di persone, cioè circa il 50% dei potenziali destinatari. Ha un problema però: servirebbero più risorse».

La macchina dell'Inps
«Io credo che gli elettori abbiano chiesto un intervento ancora più ampio, che raggiunga i cinque milioni di poveri. Ma questo non vuol dire che bisogna buttare a mare l'esperienza fatta. Il reddito di cittadinanza va gestito in modo oculato, noi come Inps siamo pronti a impegnarci per farlo funzionare al meglio – assicura – La nostra macchina già interagisce con i Comuni, mentre i centri per l'impiego hanno bisogno di più tempo per riorganizzarsi. E poi bisognerebbe ripristinare la precompilata Isee, che ora è ferma per i paletti del Garante della privacy: in questo modo gli interessati avrebbero meno oneri al momento di fare domanda». Secondo Boeri infatti «la domanda sarà necessaria, prima però è possibile avvisare le persone che potenzialmente hanno diritto e questo con la precompilata Isee si può fare. Ma ripeto, le domande dovrebbero passare dai Comuni», conclude.