21 agosto 2019
Aggiornato 22:30
Opere pubbliche

«Il gasdotto Tap si fa, fermarlo costa troppo»: malumore nel M5s

Il parere del ministro dell'Ambiente Costa e del premier Conte non soddisfano tutti i pentastellati. E piovono accuse sia dal centrodestra che dal centrosinistra

Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, davanti alla sede del suo ministero
Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, davanti alla sede del suo ministero ANSA

ROMA – Il gasdotto Tap è legittimo sul piano formale: l'esito del dossier del ministro dell'Ambiente solleva malumori tra i parlamentari del Movimento 5 stelle, che da sempre si erano detti contrari all'opera. «Sulla Tap il ministro Costa sbaglia ancora. La mancata ottemperanza di varie prescrizioni risulta evidente. Confidiamo quindi nel lavoro della magistratura», affermano i senatori Lello Ciampolillo e Saverio De Bonis e la deputata Sara Cunial. Ma per il premier Giuseppe Conte il Tap si deve fare, perché bloccarlo comporterebbe costi insostenibili. «Stoppare la Tap ci costerebbe miliardi di euro – gli fanno eco i due capigruppo pentastellati, Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli – Inoltre tutte le verifiche disposte dal governo non hanno fatto emergere alcuna irregolarità nelle procedure di autorizzazione dei lavori, il cui via libera alla realizzazione dell'opera, ricordiamo, è stato dato dai precedenti governi. Noi oggi ci ritroviamo davanti a contratti che se non venissero rispettati ci porterebbero a pagare cifre esorbitanti. Di sicuro vigileremo affinché l'iter dei lavori non arrechi danni alla comunità locale».

Le critiche da destra...
Dal centrodestra arrivano reazioni di soddisfazione per il via libera all'opera, e di critica per la posizione dei pentastellati: «Adesso il governo non ha più scuse, non perda ulteriore tempo, non sprechi ulteriore denaro pubblico proveniente direttamente dalle tasche dei cittadini – afferma la presidente dei senatori di Forza Italia, Annamaria Bernini, in una nota – Dopo un'altra valutazione d'impatto ambientale sul gasdotto Tap, perfettamente inutile come avevamo sostenuto, che ha nuovamente escluso ogni profilo d'illegittimità, i lavori possono e devono riprendere più veloci di prima, per concludere un'opera strategica per il fabbisogno energetico del nostro Paese. Ancora una volta è stata sconfitta la deriva oscurantista dei 5Stelle, che ha come unica stella polare il sogno, incubo per noi, di bloccare il progresso e la crescita del nostro Paese. Ci auguriamo che il ministro Toninelli adesso si concentri insieme con il governo per rispettare e far rispettare i contratti precedentemente stipulati dall'Italia, senza ulteriori ritardi, senza altri inutili e strumentali pretesti». Ribadisce anche il vicepresidente della Camera, Mara Carfagna: «Come era chiaro sin dall'inizio, il gasdotto Tap si farà. I Cinquestelle hanno preso in giro i cittadini pugliesi alimentando false illusioni e fatto perdere tempo a tutto il Paese. Sono tutti coinvolti: il premier Giuseppe Conte che si è prestato ad una pantomima dopo avere promesso alla Casa Bianca che avrebbe autorizzato il gasdotto, il vice premier Luigi Di Maio che parlava di un'opera 'non strategica', la ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi e financo Alessandro Di Battista che, prima di partire per il lungo viaggio, promise di fermare l'opera 'in due settimane'. Hanno perso tutti la faccia. C'è chi si è dimesso per molto meno». Il senatore Maurizio Gasparri definisce addirittura «un'accolita di bugiardi» i grillini.

E da Fratelli d'Italia il presidente Giorgia Meloni esulta
«Il Tap è un'opera infrastrutturale che farà diventare il Sud Italia uno snodo centrale per la distribuzione dell'energia in Europa – dice Meloni, oggi a Matera nella prima giornata degli Stati generali del Sud di Fratelli d'Italia che si svolgono in Basilicata. – Da sempre FdI è stato favorevole alla sua realizzazione e il via libera del governo è una buona notizia. Ci auguriamo però che si possa rivedere il punto d'approdo del gasdotto, spostandolo da Melendugno in Salento a Brindisi, dove c'è lo snodo della dorsale Snam: sarebbe una soluzione migliore per coniugare la realizzazione di opere che diano lavoro e sviluppo alla nazione con la tutela dell'ambiente e delle bellezze paesaggistiche».

...e da sinistra
Da sinistra, invece, piovono sul Movimento 5 stelle accuse per il mancato rispetto delle promesse elettorali: «Prima sì Tav, poi sì Grandi Navi, ed ora arriva il sì Tap: cari elettori del M5s, questo non è il governo del cambiamento. È il governo delle costose ed inutili grandi opere e delle promesse elettorali mancate, è il governo della Lega... davvero complimenti!», scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali.