11 aprile 2021
Aggiornato 11:30
Opere pubbliche

Fermare il Tap costa troppo: il governo ha «le mani legate»

Gli esecutivi precedenti, che diedero il via ai lavori, previdero delle penali troppo elevate. Per questo, nonostante l'impegno del M5s, lo stop si allontana

ROMA«Nelle prossime 24-36 ore prenderemo una decisione» anche se «il sentiero è molto stretto». Lo ha affermato il ministro per il Sud Barbara Lezzi al termine dell'incontro sul Tap a Palazzo Chigi. Si saprà dunque a giorni la sorte definitiva del famigerato gasdotto trans-adriatico: 878 chilometri di tubi che porteranno in Salento il gas proveniente dall'Azerbaigian. Un'opera che è da sempre oggetto di critiche da parte del Movimento 5 stelle, per il suo elevatissimo impatto sull'ambiente e sulla comunità locale. Ma che forse, nonostante l'impegno del governo in tal senso, bloccare risulterà impossibile: colpa degli esecutivi precedenti, che avevano dato il via ai lavori prevedendo una penale eccessiva in caso di stop.

Poche alternative disponibili
Secondo Lezzi, insomma, il Tap «resta un'opera non strategica scelta da un altro governo e agevolata da un altro governo, abbiamo fatto adesso questa analisi dei costi dall'interno dei ministeri. Questi costi il Paese non può permetterseli e non ce la sentiamo di addossarli sui cittadini. Non abbiamo nulla di cui vergognarci e non avevamo a nostra disposizione una serie di dati che forniremo pubblicamente». Il ministro pentastellato smentisce comunque che si tratti di una sconfitta per l'esecutivo gialloverde: «Assolutamente no», ha risposto, aggiungendo poi: «Ho vissuto come una sconfitta il trattato del 2013» e «abbiamo le mani legate» per il «costo troppo alto che dovremmo far pagare al Paese» per fermare l'opera. Un onere che «per senso di responsabilità non possiamo permetterci», ha concluso.

Il parere del primo cittadino
Intanto il sindaco di Melendugno Marco Potì al termine dell'incontro ha commentato: «Noi abbiamo chiesto al governo un clima politico ostile al Tap, non favorevole come quello di Letta, Renzi e Gentiloni: una cosa è dire 'tana libera tutti', altra è dire 'faremo i cani da guardia'. Stasera non c'è il via libera all'opera che qualcuno aspettava. Abbiamo chiesto una sospensione dell'opera, ci saranno tempi stretti. Dal punto di vista politico c'è ancora la contrarietà del governo a quest'opera».