16 ottobre 2019
Aggiornato 08:30

Il giorno del tutto per tutto: Lega e M5s verso l'intesa sulla pace fiscale?

Una prima riunione di governo in mattinata, poi un seconda vertice nel pomeriggio per risolvere le tensioni nella maggioranza

Il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini ANSA

ROMA - Si terrà questa mattina, attorno alle 10,30, la riunione di governo che dovrà risolvere le tensioni nella maggioranza in vista della presentazione della manovra, mentre nel pomeriggio ci sarà un altro vertice di maggioranza. Alla riunione di questa mattina, per la Lega sarà presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti «con pieno mandato da parte del segretario della Lega». Matteo Salvini non ci sarà e ha infatti confermato la sua presenza a Monza all’assemblea di Confimi industria: «È un impegno già preso con l’assemblea degli imprenditori, farò un intervento e partirò prima, ma non potevo assentarmi del tutto», ha spiegato Salvini prima dell’arrivo a Monza. In ogni caso il vicepremier partirà per Roma prima del previsto per poter partecipare, dal primo pomeriggio, al vertice di maggioranza.

Vertice di governo alle 17
Il decreto fiscale finirà dunque questo pomeriggio sul tavolo del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe tenersi dalle 17. Il vertice di tre ore che si è tenuto ieri sera a Palazzo Chigi non ha sciolto gli ultimi dubbi legati soprattutto alle misure che definiscono la «pace fiscale» ed è molto probabile che prima della riunione dell’esecutivo ci sia una nuovo incontro, al quale, oltre al premier Conte e al ministro dell’Economia Tria, parteciperanno anche i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che ieri sera erano assenti al vertice. Sul tavolo del Governo ci saranno ancora una volta il documento programmatico di bilancio e il decreto fiscale.

Conte «fiducioso»
Il premier Conte dal canto suo continua a dirsi «fiducioso» su un possibile accordo sulla manovra, ma, avverte, «dobbiamo ancora confrontarci con i nostri interlocutori europei» e quindi «lasciateci il tempo di poterlo fare». Il riferimento è evidentemente alle dichiarazione del presidente della BCE, Mario Draghi. «Mi sono sempre dichiarato fiducioso – ha detto Conte durante la sua visita a Bologna in occasione della campagna di sensibilizzazione alla cultura della prevenzione della Protezione civile – fiducioso perché anche per attitudine mentale mi piace prima confrontarmi sui contenuti, poter spiegare i contenuti, e poi mi aspetto di poter discutere su quei contenuti. Fino adesso questo non c’è ancora stato, perché con le istituzioni europee e con i nostri interlocutori europei non ci siamo ancora seduti ad un tavolo», ha concluso il premier.