21 ottobre 2018
Aggiornato 00:00

L'ultimo asso nella manica del Pd? Minniti segretario

Zingaretti resta il candidato più forte, appoggiato anche da Gentiloni, ma non piace ai moderati. Che vogliono convincere a scendere in campo l'ex ministro dell'Interno
Marco Minniti durante il presidio organizzato dal Partito Democratico contro il razzismo
Marco Minniti durante il presidio organizzato dal Partito Democratico contro il razzismo (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA – Domenica prossima l'ex premier Paolo Gentiloni sarà l'ospite d'onore della giornata conclusiva di Piazza Grande, la kermesse all'ex dogana dello scalo san Lorenzo di Roma che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha scelto come stazione di partenza per la sua corsa alle primarie per la segreteria del Pd. Una plastica contrapposizione alla Leopolda renziana, ex stazione fiorentina, dove il weekend successivo sarà Matteo Renzi a schierarsi.

I timori su Zingaretti
La presenza, attesa domenica, di Gentiloni al fianco di Zingaretti è considerata nel Partito democratico come un endorsement pubblico dell'ex premier al governatore del Lazio. Che potrebbe preludere, in caso di vittoria di Zingaretti alle primarie, ad un incarico per Gentiloni da presidente, quale padre nobile e garante del nuovo Pd. Un modo per coprire il fianco più centrista ed ex Margherita dei dem, che vedono in una prossima segreteria Zingaretti una deriva a sinistra. Niente affatto gradita, se non addirittura anticipatrice della nascita di una nuova forza liberal-moderata-riformista, diversa da un Pd di forte stampo socialdemocratico.

Si punta sull'ex ministro dell'Interno
Fonti parlamentari dem hanno riferito all'agenzia di stampa Askanews che, anche per questo timore di possibili nuove divisioni future nel partito, è cresciuto nuovamente in queste ore il pressing sull'ex ministro dell'Interno Marco Minniti, affinché anche lui annunci in questo fine settimana la propria corsa per la guida del partito. Anche Minniti, come Zingaretti, è di provenienza ex Ds, ma la sua eventuale candidatura viene considerata di forte appeal per i moderati, dentro e anche fuori il recinto democratico. Con lui in campo, ad esempio, l'area che fa riferimento all'ex ministro Dario Franceschini, che annovera al suo interno sia ex Margherita che ex Ds, si troverebbe in difficoltà a effettuare una scelta. «Con Minniti candidato prima di domenica prossima – è stato il ragionamento fatto ad Askanews – sarà ancora possibile domenica per Gentiloni non schierarsi apertamente con Zingaretti e mantenere un profilo di equidistanza nelle primarie, restando così una figura super partes non allineata, garante per tutti e di tutti». Quanto all'ex ministro degli Interni, «le pressioni sono forti e ci sta pensando, valutando e confrontandosi con tutti», assicurano dirigenti vicini a Minniti.