20 ottobre 2018
Aggiornato 23:30

Da prof. a ospite fisso da Fazio? Il «re» della spending review Cottarelli costa 6500 euro a puntata

E' stato il volto della spending review. Ora, ama presenziare a Che Tempo Che Fa. Gratis? Macché...
L'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli ospite di Fabio Fazio a «Che Tempo Che Fa»
L'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli ospite di Fabio Fazio a «Che Tempo Che Fa» (Matteo Bazzi | ANSA)

ROMA - E' stato il volto della spending review, colui che consegnò all'allora premier Matteo Renzi, in veste di commissario alla revisione della spesa pubblica, un programma di tagli che avrebbe inciso, pesantemente, sul nostro Paese. Oggi, Carlo Cottarelli ama presenziare in Rai, in particolare a Che Tempo Che Fa. Gratis, visto che di risparmi pubblici se ne intende? Macché... costa 6500 a puntata. I primi a denunciare la cosa sono stati il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, assieme ai colleghi di Fratelli d'Italia, che hanno presentato un'interrogazione a Viale Mazzini. Così la Rai ha dovuto tirare fuori le cifre.

Come funziona l'Officina di Fabio Fazio
Di fatto è la società Officina, controllata per metà da Fabio Fazio, a versare il cachet al prof. Cottarelli, il quale, dice sempre la Rai, ha sottoscritto una liberatoria "con relativa cessione dei diritti di immagine relativa alla partecipazione al programma a titolo gratuito, mentre l'Università Cattolica ha sottoscritto un contratto per la fornitura dei contenuti per l'intervento del professor Cottarelli: pertanto a fronte di tale consulenza l'ateneo riceve 6500 euro a puntata». In sostanza, lui dirotta i soldini alla "sua" università, per finanziare borse di studio, chiarisce. La Rai ha in pratica un accordo-quadro di appalto parziale con la società Officina per la realizzazione delle puntate di Che Tempo Che Fa, approvato nel giugno 2017 dal precedente cda. All'interno del contratto è previsto un valore forfettario a puntata per la presenza degli ospiti e per le relative spese, dunque è la stessa Officina che stipula direttamente i contratti con chi va in studio. 

Botta e risposta tra Cottarelli e Gasparri
Tra Cottarelli e Gasparri c'è stato un vero e proprio botta e risposta: «Caro senatore - scrive Cottarelli, rivolgendosi a Gasparri - scusi se la disturbo ma mi hanno detto che lei, in un recente programma televisivo, si è riferito alla mia partecipazione al programma di Fazio. Volevo solo chiarire che non traggo nessun beneficio economico da tale partecipazione. I compensi vanno all'università Cattolica di Milano per finanziare assegni per i ricercatori universitari che lavorano all'osservatorio sui conti pubblici (che io dirigo gratuitamente)».
«Egregio professore - replica Gasparri - ho chiesto alla Rai se la sua partecipazione al programma di Fabio Fazio comporti oneri per l'azienda e se è vero che c'è stato un confronto per consentire una sua presenza in un programma di un'altra rete non Rai. Lei mi conferma il carattere oneroso per la Rai della sua partecipazione a 'Che tempo che fa' su Rai1. Che poi i compensi a lei spettanti, erogati dalla Rai in ragione della sua presenza televisiva - prosegue Gasparri - vengano per sua decisione dirottati altrove, non cambia la sostanza dei fatti. Conservo i mei dubbi su questa vicenda e la ringrazio per aver anticipato la Rai, che mi deve ancora rispondere indicando le cifre esatte. Anzi, sarebbe così gentile da dirmele lei? Tra l’altro, ormai personaggio pubblico, attento ai tagli di spesa, potrebbe, come tutti noi, andare in tv gratis. Già l’invito è una preziosa opportunità».

Paragone (M5s): «Con omelia della domenica lavaggio del cervello agli taliani»
La partecipazione di Cottarelli da Fazio è stata contestata anche dal senatore M5s Gianluigi Paragone: «Mi sembra che Fazio voglia fare con questa omelia della domenica di Cottarelli un lavaggio del cervello agli italiani per convincerli che le manovre di un governo populista facciano male. E non c'è neppure un contraddittorio». Fazio è conduttore di Che Tempo Che Fa su Rai 1, Floris del talk su La7 DiMartedì. «Con il primo conduttore» prosegue Paragone, «Cottarelli si presta a lunghi monologhi in forza di un contratto in esclusiva (del quale non si conosce il compenso; il Cotta si è solo limitato a dire che lo gira per finanziare borse di studio a favore di studenti del 'suo' centro studi in Cattolica); dal secondo predica le teorie neoliberiste imparate a memoria al Fondo monetario internazionale in forza di una clausola contrattuale per cui l'esclusiva con la Rai fa eccezione. In poche parole Cottarelli lavora per la ditta», aggiunge.

Cosa non va
Che male c'è a farsi rappresentare da un agente o a fare la star televisiva? Nessuno, ovviamente. «Ma - prosegue Paragone - certe cose è bene saperle per tarare le prediche domenicali della star tv Cottarelli. Il Cotta magnifica la riforma Fornero? Bene, però lui è andato in pensione a 59 anni». E ancora: «Il Cotta parla di tagli e di spese inutili? Bene, anche qui forse è bene ricordargli che egli partecipa ad una trasmissione che avrebbe potuto essere tranquillamente prodotta internamente dalla Rai e che invece è prodotta da una società esterna (di cui Fabio Fazio è tra i proprietari) a costi complessivi talmente alti da essere un 'caso'. Chissà se il rigoroso Cottarelli avrà mai modo di domandare a Fazio piena trasparenza sui vari contratti legati alla produzione di Che tempo che fa: da qui alla fine delle puntate il tempo c'è. Noi aspettiamo». Cottarelli intanto smentisce tutto: «Smentisco le voci che mi attribuiscono il dottor Caschetto come agente. Non ho infatti un contratto con la produzione di @chetempochefa. La mia partecipazione (senza per me benefici economici) è regolata da un contratto tra la società produzione del programma e l'Un.Cattolica» scrive su Twitter l'economista.