22 ottobre 2018
Aggiornato 08:00

Di Maio vola a Berlino per 'capire come fare' il reddito di cittadinanza

Nessuna preoccupazione sullo spread. «Con il governo tedesco abbiamo parlato solo di centri dell'impiego, politiche attive del lavoro e diritti sociali»

BERLINO - Nessuna preoccupazione da parte tedesca sullo spread italiano che oggi ha superato quota 300? «C'erano testimoni, abbiamo parlato esclusivamente del tema dei centri dell'impiego, delle politiche attive del lavoro e dei temi dei diritti sociali e dei lavoratori». Il ministro del Lavoro e vice premier Luigi Di Maio ha risposto, in diretta sulla sua pagina Facebook dall'ambasciata italiana a Berlino, ai giornalisti che gli domandavano se i rappresentanti del governo tedesco gli avessero manifestato perplessità sullo stato dei conti pubblici in Italia e sull'andamento dei mercati dopo l'annuncio delle misure contenute nella manovra economica.

A Berlino per imparare dai tedeschi
«Ci vogliamo rifare al sistema delle politiche attive per il lavoro che c'è in Germania e parte da oggi un team di lavoro permanente perché tutte le conoscenze che ha la Germania sul piano dei centri per l'impiego e lo sviluppo del percorso che serve a trovare un lavoro a chi prende una mislo portiamo in Italia, ci sarà un incontro tra team di lavoro del governo tedesco e quello italiano, per portare in Italia quello che c'è di buono del modello tedesco di centro per l'impiego». Questo il senso del viaggio di Luigi Di Maio, come ha spiegato lo stesso ministro, a Berlino.

«Pronto a fare un decreto per il reddito»
La misura che prevede il reddito di cittadinanza «sarà per la maggior parte nella legge di bilancio» ma «qualora dovesse servire una normativa subito dopo la legge di bilancio facciamo un decreto legge per mettere le ultime norme per il migliore funzionamento» del sistema. Luigi Di Maio rilancia e, in un certo senso, avverte le opposizioni. Il reddito di cittadinanza si farà, in manovra o no poco importa. «Non è una manovra che fa saltare i conti» ha poi assicurato Di Maio, dopo aver incontrato il ministro Federale del Lavoro e degli Affari sociali, Hubertus Heil. «Io credo che i mercati vogliano un Paese che va bene, noi abbiamo fatto una manovra in cui crediamo, e crediamo che possa rilanciare il Paese, l’economia italiana e, soprattutto, le parti più in difficoltà», ha aggiunto Di Maio. 
 
«Mercati e Ue capiranno la nostra finanziaria»
Nessuna paura, poi, di bocciatura europea della finanziaria? «Sono sicuro che nel confronto delle prossime settimane con Ue e istituzioni Ue e anche con i mercati potremo spiegare la bontà della manovra, che non vuole fare saltare i conti», perché «non vogliamo il male dell'Italia ma il bene dei cittadini italiani, sono convinto che con un proficuo dialogo anche i mercati e le istituzioni europee capiranno». E neanche lo spread che vola oltre quota 300 sembra spavantare Di Maio. Anzi. Il vicepremier passa all'attacco anche qui: «In questo momento vedere il presidente del fondo salva-Stati fare interviste a Bloomberg, nel giorno in cui ci potevano essere difficoltà per l'Italia, e dire che esprime forte preoccupazione per le banche italiane è singolare. Come avete visto in tutti questi giorni quando i mercati non avevano lo spread a 300 c'era qualche commissario che sparava contro la manovra italiana. Se si mette in contrapposizione il mercato contro i diritti dei cittadini il mercato perde di sicuro».