12 dicembre 2018
Aggiornato 07:30

Di Maio spiega le «spese immorali» vietate con il reddito di cittadinanza

Il vicepremier chiarisce: gli unici limiti saranno posti al gioco d'azzardo, al poker online e alle videolottery, per portare avanti il contrasto alla ludopatia
Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, durante il suo intervento al villaggio Coldiretti allestito presso il Circo Massimo a Roma
Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, durante il suo intervento al villaggio Coldiretti allestito presso il Circo Massimo a Roma (Claudio Peri | ANSA)

ROMA – La messa al bando delle «spese immorali» dal reddito di cittadinanza riguarda unicamente gioco d’azzardo, poker online, videolottery o simili. Lo ha voluto precisare il vicepremier Luigi Di Maio con un post su Facebook, lamentando che su questo aspetto del provvedimento si sono viste ricostruzioni inesatte. E ieri anche prese in giro e satira, legittime, nella trasmissione «Propaganda live».

Il chiarimento del ministro
«Volevo spiegare una cosa stamattina perché ogni cosa che proponiamo noi è oggetto di ironie e prese in giro. La satira va bene e ci deve sempre essere – ha detto Di Maio – ma siccome il reddito di cittadinanza è una cosa seria, al di là del diritto di tutti a prendere in giro, voglio spiegare una cosa importante, altrimenti richiamo di farlo sembrare quello che non è. La mia precisazione riguarda le spese immorali: è un tema importantissimo, io non mi riferivo a nient’altro se non al gioco d’azzardo, perché il gioco d’azzardo è una piaga sociale che noi stiamo debellando con tutte le nostre forze».

Nessuna scommessa con il reddito di cittadinanza
Dunque la decisione di porre dei limiti alle spese che potranno essere effettuate con il reddito di cittadinanza rientra semplicemente nella linea politica del Movimento 5 stelle che prevede il contrasto alla ludopatia: «Il mio primo provvedimento da ministro nel decreto dignità è stato togliere la pubblicità sul gioco d’azzardo – ha proseguito Di Maio – e c’è ancora tanto da fare perché dobbiamo togliere le sale slot da vicino alle scuole, dai parchi giochi, dobbiamo ridurre il numero di slot. Io a questo mi riferivo: non si può spendere il reddito di cittadinanza al gioco d’azzardo, alle videolottery o al poker online. Non voglio togliere nessun altro diritto alle persone di spendere i soldi – ha chiarito il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico – Poi è chiaro ed evidente che quando entrerà in vigore il reddito di cittadinanza con tutti i dettagli ognuno potrà vedere come funziona».