13 dicembre 2018
Aggiornato 00:00

De Luca prova a fare il Salvini del Pd: «La gente ha paura dei migranti»

Il governatore della Campania torna a parlare da sceriffo, e tenta di rilanciare il partito con una svolta salviniana. Tanto da meritarsi l'invito della Lega

ROMA – L'ex ministro dell'Interno, Marco Minniti, l'aveva buttata lì, nei giorni scorsi, ai microfoni di Repubblica: «Al Partito democratico servirebbe un leader come Matteo Salvini». Evidentemente al presidente piddino della Campania, Vincenzo De Luca, quest'idea deve essere piaciuta molto, tanto da prenderla in parola: da diversi giorni gira le feste del suo partito proponendo una linea dura sull'immigrazione, con toni e contenuti che non sono poi così diversi da quelli del vicepremier.

Il ritorno dello sceriffo
Intendiamoci, De Luca è sempre stato un esponente di centrosinistra anomalo, per le politiche di tolleranza zero nei confronti di ambulanti e lavavetri che aveva adottato fin dai tempi in cui era primo cittadino di Salerno, tanto da meritarsi l'appellativo di sindaco-sceriffo. Ma, non a caso, è proprio oggi che il suo Pd sprofonda nei sondaggi, mentre vola la Lega anti-migranti, che il governatore campano torna a farsi sentire, alzando la voce: «C'è un'altra faccia del problema immigrazione di cui il Pd non parla mai! – ha tuonato alla Festa dell'Unità nazionale di Ravenna – Ci sono zone del paese in cui bande di nigeriani occupano militarmente i territori, fanno spaccio di droga e prostituzione, fanno violazioni continue di leggi e di regole. Attorno ai centri di accoglienza ci sono extracomunitari che tornano di notte ubriachi e ci sono padri di famiglia che si devono mettere sul balcone ad aspettare le figlie di notte. La gente ha paura. Questa parte della realtà il Partito democratico la conosce sì o no? E che cosa dice?».

Siluri sui migranti
Attacchi al suo stesso partito molto simili a quelli che aveva pronunciato già qualche giorno prima ad un'altra festa, quella di Scafati: «Una parte di loro contribuisce a creare condizioni di tensione che toglie sicurezza alle nostre famiglie e concittadini – sottolineava De Luca – A Salerno abbiamo un gruppo di senegalesi che pretende di mettere distese di tappeti sul lungomare o sulle scale del Duomo. Pretende! E quando arrivano i vigili li aggrediscono pure. Dinanzi a questa realtà il Pd non può voltarsi dall'altra parte. Ai Parioli forse non hanno paura, ma la gente dei quartieri popolari sì. Il Pd è lontano dalla gente normale, abbiamo tanti dirigenti che sembrano venire da Marte!». E poi ancora: «Quando le forze di polizia fermano un extracomunitario che non ha identità e che se ne fotte, in galera non ci va mai! Servono leggi per la sicurezza urbana. Abbiamo forze dell'ordine che sono disarmate! Quando dai il foglio di via ad un delinquente sai che succede poi? Niente, rimane qui. Dobbiamo rispondere alle preoccupazione delle persone normali!». A leggerle così, sembrerebbero proprio parole di Salvini, se ad affermarle non fosse stato un dirigente nazionale del Pd. Che, però, anche alla destra non sembra dispiacere, tanto da meritarsi un invito al primo raduno della Lega nel Sud, organizzato a fine settembre a Campagna (Salerno). Sarà proprio lui a tornare a far sognare i democratici, con un'inedita svolta salviniana?