29 ottobre 2020
Aggiornato 15:00
Infrastrutture

Conte promette: «Il ponte sarà ricostruito a breve. E Autostrade pagherà»

Il presidente del Consiglio è intervenuto alla cerimonia in memoria delle vittime del viadotto Morandi, a un mese dal crollo: «Il governo ha Genova nel cuore»

GENOVA – A «dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto ci sarà il commissario» e avrà «pieni poteri». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il suo intervento alla cerimonia in memoria delle 43 vittime del ponte Morandi a Genova a un mese dal crollo. Il premier ha ribadito che il viadotto sul Polcevera sarà ricostruito con i soldi del concessionario, ma da un'impresa pubblica: «Non abbiamo ceduto al ricatto di Autostrade per la ricostruzione del ponte: sarà a sue spese, ma la procedura per revoca della concessione e la decadenza rimane in piedi e si completerà».

I genovesi non saranno dimenticati
Conte ha messo in chiaro anche l'intenzione del suo governo di restare al fianco del capoluogo ligure: «Non ci accontentiamo di rimarginare una ferita, gravissima. Vogliamo dare alla città la possibilità di un rilancio sociale, economico e culturale». I tempi della ricostruzione, promette il capo dell'esecutivo, saranno i più brevi possibili: «Voglio tornare presto per inaugurare il nuovo ponte» perché «questo governo ha Genova nel cuore», ha aggiunto il premier che, dopo la messa nella cattedrale di San Lorenzo, si è spostato in prefettura per un incontro con gli amministratori locali.

L'invito del Quirinale
L'auspicio di una pronta ricostruzione era stato avanzato del resto direttamente dal capo dello Stato: «La città di Genova è stata colpita da una tragedia inaccettabile. L’immagine che Genova ha dato di sé, e che rimane impressa nei nostri ricordi, in quei giorni di lutto e di smarrimento, non è stata soltanto di profondo dolore, ma anche di grande solidarietà e di forza d’animo». Così scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un intervento sul quotidiano La Stampa a un mese dal crollo del Ponte Morandi, a Genova. «Una città colpita duramente, negli affetti, nella memoria, nella funzionalità, nella sua stessa essenza di metropoli dinamica e moderna, aperta al mondo e al futuro, è stata capace di non cadere nella disperazione – prosegue Mattarella – Quella stessa solidarietà, alta, responsabile, coraggiosa, disinteressata, che ha caratterizzato i genovesi e i soccorritori, che ringrazio ancora, dai Vigili del fuoco al personale degli ospedali, è la chiave di volta per superare la condizione che si è creata. Vi è bisogno di energia, idee, collaborazione, sostegno. Serve un impegno collettivo, nazionale e locale, pubblico e privato. Ricostruire è un dovere. Ritrovare la normalità, una speranza che va resa concreta. Bisogna farlo in tempi rapidi, con assoluta trasparenza, con il massimo di competenza. Con unità di intenti e visione lungimirante. Partendo dal ricordo delle vittime, dai bisogni primari di quei cittadini che hanno perso tutto. E accompagnando via via la ripartenza con provvedimenti che sostengano l’impegno dei cittadini, delle imprese, del mondo del commercio e dell’economia. Genova non attende auguri o rassicurazioni ma la concretezza delle scelte e dei comportamenti».