22 settembre 2018
Aggiornato 09:30

Conte promette: «Il ponte sarà ricostruito a breve. E Autostrade pagherà»

Il presidente del Consiglio è intervenuto alla cerimonia in memoria delle vittime del viadotto Morandi, a un mese dal crollo: «Il governo ha Genova nel cuore»
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la commemorazione in piazza De Ferrari in memoria delle vittime del crollo di ponte Morandi
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la commemorazione in piazza De Ferrari in memoria delle vittime del crollo di ponte Morandi (ANSA/LUCA ZENNARO)

GENOVA – A «dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto ci sarà il commissario» e avrà «pieni poteri». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il suo intervento alla cerimonia in memoria delle 43 vittime del ponte Morandi a Genova a un mese dal crollo. Il premier ha ribadito che il viadotto sul Polcevera sarà ricostruito con i soldi del concessionario, ma da un'impresa pubblica: «Non abbiamo ceduto al ricatto di Autostrade per la ricostruzione del ponte: sarà a sue spese, ma la procedura per revoca della concessione e la decadenza rimane in piedi e si completerà».

I genovesi non saranno dimenticati
Conte ha messo in chiaro anche l'intenzione del suo governo di restare al fianco del capoluogo ligure: «Non ci accontentiamo di rimarginare una ferita, gravissima. Vogliamo dare alla città la possibilità di un rilancio sociale, economico e culturale». I tempi della ricostruzione, promette il capo dell'esecutivo, saranno i più brevi possibili: «Voglio tornare presto per inaugurare il nuovo ponte» perché «questo governo ha Genova nel cuore», ha aggiunto il premier che, dopo la messa nella cattedrale di San Lorenzo, si è spostato in prefettura per un incontro con gli amministratori locali.

L'invito del Quirinale
L'auspicio di una pronta ricostruzione era stato avanzato del resto direttamente dal capo dello Stato: «La città di Genova è stata colpita da una tragedia inaccettabile. L’immagine che Genova ha dato di sé, e che rimane impressa nei nostri ricordi, in quei giorni di lutto e di smarrimento, non è stata soltanto di profondo dolore, ma anche di grande solidarietà e di forza d’animo». Così scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un intervento sul quotidiano La Stampa a un mese dal crollo del Ponte Morandi, a Genova. «Una città colpita duramente, negli affetti, nella memoria, nella funzionalità, nella sua stessa essenza di metropoli dinamica e moderna, aperta al mondo e al futuro, è stata capace di non cadere nella disperazione – prosegue Mattarella – Quella stessa solidarietà, alta, responsabile, coraggiosa, disinteressata, che ha caratterizzato i genovesi e i soccorritori, che ringrazio ancora, dai Vigili del fuoco al personale degli ospedali, è la chiave di volta per superare la condizione che si è creata. Vi è bisogno di energia, idee, collaborazione, sostegno. Serve un impegno collettivo, nazionale e locale, pubblico e privato. Ricostruire è un dovere. Ritrovare la normalità, una speranza che va resa concreta. Bisogna farlo in tempi rapidi, con assoluta trasparenza, con il massimo di competenza. Con unità di intenti e visione lungimirante. Partendo dal ricordo delle vittime, dai bisogni primari di quei cittadini che hanno perso tutto. E accompagnando via via la ripartenza con provvedimenti che sostengano l’impegno dei cittadini, delle imprese, del mondo del commercio e dell’economia. Genova non attende auguri o rassicurazioni ma la concretezza delle scelte e dei comportamenti».