16 novembre 2018
Aggiornato 14:30

Salvini indagato per sequestro di persona aggravato

I Carabinieri hanno consegnato al ministro l’atto con il quale il Tribunale dei ministri di Palermo notifica il reato di sequestro di persona per la Diciotti

ROMA - Sequestro di persona aggravato. I Carabinieri hanno consegnato al ministro dell’Interno l’atto con il quale il Tribunale dei ministri di Palermo notifica la contestazione del reato di sequestro di persona aggravato, riguardo alla vicenda dei migranti trattenuti alcuni giorni, ad agosto, sulla nave Diciotti. Cadono invece gli altri tre reati ipotizzati: il sequestro di persona a scopo di coazione, che era l’ipotesi più grave, l’abuso d’ufficio e l’omissione di atti d’ufficio. Salvini ha aperto in diretta Facebook la lettera inviata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. «Interrogatemi domani, vengo a piedi a Palermo domani a spiegare cosa ho fatto, mi costituisco. Io avrei privato della libertà personale questi migranti che sono scappati, scomparsi, che non vogliono dare le generalità?», ha commentato il vicepremier. «Io sono un organo dello Stato votato da voi ed eletto dal popolo, non come i magistrati»

La nota della Procura
«Questo ufficio ha richiesto al Tribunale di Palermo – si legge nella nota della Procura – collegio speciale per i reati cosiddetti ministeriali, di procedere ad indagini preliminari nei confronti del ministro dell’Interno per il reato di sequestro di persona aggravato, commesso nel territorio siciliano fino al 25 agosto 2018, in pregiudizio di numerosi soggetti stranieri; ciò, in ossequio alle disposizioni della legge costituzionale n. 1 del 1989 e della legge n. 219 del 1989. Dell’avvio di tale procedura è stato dato avviso al senatore Salvini ed è in corso la notifica degli avvisi ai soggetti da ritenersi persone offese del reato ipotizzato, come previsto dalla legge costituzionale sopra citata». La Procura di Palermo ha inviato al Tribunale dei ministri gli atti dell’inchiesta su  Salvini, relativamente al blocco dei migranti a bordo della nave della Guardia Costiera nel porto di Catania con oltre 150 migranti a bordo.

Sequestro di persona aggravato
Il reato ipotizzato è quello di sequestro di persona aggravato, «commesso nel territorio siciliano fino al 25 agosto 2018 – si legge in una nota del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi – in pregiudizio di numerosi soggetti stranieri». Dunque, dei quattro reati contestati dalla procura di Agrigento al responsabile del Viminale e al suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi resta il sequestro di persona, cadono il sequestro di persona a scopo di coazione (l’ipotesi più grave), l’abuso d’ufficio e l’omissione di atti d’ufficio.

Cosa succede ora
Al fascicolo trasmesso al Tribunale dei ministri è allegata una relazione firmata dal capo dei pm di palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Marzia Sabella. I magistrati palermitani hanno modificato le contestazioni ipotizzate dalla Procura di Agrigento che, per prima, aveva aperto l’indagine sull’illecito trattenimento a bordo della Diciotti dei migranti soccorsi dalla Guardia Costiera il 16 agosto scorso. I pm della città dei templi avevano infatti contestato a Salvini e Piantedosi, i reati di sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Il Tribunale dei ministri ha ora 90 giorni per svolgere le indagini ‘sollecitate’ dalla Procura e per fare gli eventuali approfondimenti istruttori che riterrà necessari. Al termine dei tre mesi i giudici, che potranno modificare i reati ipotizzati dai pm e disporre anche nuove iscrizioni nel registro degli indagati, potranno archiviare il fascicolo oppure rimandare gli atti in Procura perché chieda al Senato l’autorizzazione a procedere a carico del ministro.