13 novembre 2018
Aggiornato 07:00

I migranti, la Diciotti e il processo: Salvini è pronto alla «sfida finale»

Il Ministro dell'Interno annuncia: «Non userò l'immunità, mi processino pure». La convinzione: «Ho fatto solo il mio lavoro». E punta alla riforma della Giustizia
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini (Simone Arveda | ANSA)

ROMA - «Se il Tribunale dei ministri dirà che devo essere processato andrò davanti ai magistrati a spiegare che non sono un sequestratore. Voglio proprio vedere come va a finire». In un passaggio dell'intervista a Libero il ministro dell'Interno Matteo Salvini si dice pronto a prendersi le sue responsabilità. Perché è forte di una convinzione: «Io ho fatto solo il mio lavoro di ministro e sono pronto a rifarlo. Per il resto mi spiace per il procuratore di Agrigento. Penso che con tutti i problemi che ha la Sicilia, la priorità non sia certo indagare Salvini. Ho agito per difendere i confini del mio Paese. E se questo è il prezzo da pagare, ok. Ma nessun magistrato pensi di potermi fermare con un'inchiesta». Salvini rifiuta il concetto di 'linea dura' sulla questione migranti: «Io non parlerei di linea dura. La definirei piuttosto coerenza. E quella paga, sempre. Siamo riusciti a fare una cosa mai fatta prima: coinvolgere un Paese dell'Est, l'Albania, e la Chiesa».

Al centro ora c'è (anche) la giustizia
Uno dei passaggi centrali del governo Lega - Movimento 5 stelle sarà la riforma della giustizia. Una «necessità» ma «non per l'inchiesta su Salvini, ma perché abbiamo milioni di processi arretrati e questo è uno dei problemi che frenano gli investimenti in Italia. Una riforma dei tempi della giustizia serve. Poi affronteremo la separazione delle carriere e il correntismo della magistratura». Questo il passaggio centrale di un'altra intervista del ministro dell'Interno, stavolta a Il Messaggero. «La cosa bella del post Agrigento è che tra i tanti messaggi di sostegno, che tengo per me, anche parecchi di giudici e pubblici ministeri di varie procure italiane». Questo, per Salvini, «è il segno che la politicizzazione va stretta anche a molti operatori della giustizia», ha aggiunto, sottolineando che «un giudice che si toglie la toga e fa politica non può tornare a fare quello che faceva prima».

«L'inchiesta di Agrigento sarà un boomerang» 
«Non mi lascio intimidire, da Agrigento verranno tante cose positive e quindi ringrazio il pm perché sarà un boomerang», ha proseguito Salvini. Il vicepremier ha poi sottolineato di aver «ricevuto una marea di messaggi di solidarietà. Anche e soprattutto da parte di gente che è fuori dalla politica e che non ha votato Lega. Credo che ad Agrigento abbiano sbagliato i loro conti se pensavano di fermare o intimorire qualcuno». In particolare «mi hanno fatto piacere le parole di Berlusconi come quelle della Meloni. Meno le dichiarazione di esponenti di Forza Italia. Ipocrite per come si stanno comportando in Parlamento».

Il «capitano» non perde il sorriso. E brinda ai PM
Ieri, in piena polemica sulle accuse mosse dalla procura di Agrigento, Matteo Salvini - nei panni di leader della Lega - da Pinzolo si è detto «sempre più determinato a difendere gli italiani, un brindisi a chi indaga, insulta o ci vuole male!». Una foto sui social, una sorridente emoj, un bicchiere di birra in una mano e una vacanziera canna da pesca nell'altra, sullo sfondo di un cristallino specchio d'acqua. Poi, il commento: «Da ieri sera quasi 100 MILA tweet #nessunotocchiSalvini! Grazie, siete incredibili! Io non mollo, ve lo garantisco». Poco dopo su Facebook ha pubblicato un video-claim di ringraziamento: «Amici, da ieri notte siamo più di 3 milioni su questa pagina, una splendida comunità che cresce. Il vostro entusiasmo in Rete e il vostro affetto nelle piazze mi fanno capire che stiamo andando nella giusta direzione: gli altri attaccano e litigano, noi lavoriamo e risolviamo problemi. Ogni inchiesta, bugia, insulto o minaccia perché difendo la sicurezza, i confini e il futuro degli Italiani, sono per me una medaglia. Grazie: se voi ci siete, IO CI SONO e non mollo».