23 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Genova

Genova, tra i 20 indagati anche Brencich, Servetto e Sisca

Oltre ai nomi già circolati sui media, anche alcuni che in pochi si aspettavano

Una delle parti del ponte Morandi rimaste in piedi
Una delle parti del ponte Morandi rimaste in piedi ANSA

GENOVA - Anche l'ingegnere Antonio Brencich, componente del comitato tecnico dell provveditorato alle opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, è indagato nell’inchiesta della procura di Genova sul crollo del ponte Morandi. Brencich, tra l’altro, faceva parte della commissione ispettiva del Mit sul crollo del Ponte Morandi, incarico da cui si era dimesso a fine agosto, e aveva lasciato proprio alcuni giorni fa, spiegando ai nostri microfoni il motivo della sua decisione. Insieme a lui e al provveditore Roberto Ferrazza, i magistrati genovesi coordinati dal procuratore Francesco Cozzi hanno iscritto nel registro degli indagati anche altre due membri del comitato tecnico che a febbraio scorso diede parere positivo al progetto di retrofitting del viadotto presentato da Autostrade: Mario Servetto e Giuseppe Sisca.

I nomi già certi
Gli altri nomi sono quelli già circolati nelle ultime ore sui principali quotidiani: l’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci, il direttore operativo centrale Paolo Berti, il direttore del settore manutenzione, Michele Donferri Mitelli, il manager che ricopriva lo stesso incarico fino al marzo 2017, Mario Bergamo (è il manager che nel 2015 parlò della necessità di intervenire sul ponte Morandi). E ancora: il direttore del Primo Tronco, Stefano Marigliani, il suo precedessore Riccardo Rigacci, il responsabile del progetto di retrofitting Paolo Strazzullo, il responsabile del controllo viadotti, Fulvio Di Taddeo, e il manager titolare dei rapporti con i consulenti, Massimo Meliani.

Dentro al MIT
Tra i dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sotto indagine figurano il direttore generale per la vigilanza Vincenzo Cinelli, il suo predecessore Mauro Coletta, il funzionario Bruno Santoro, il capo dell’ufficio ispettivo territoriale di Genova, Carmine Testa, il funzionario del provveditorato Salvatore Bonaccorso. L’inchiesta coinvolge anche due manager di Spea Engineering, la società del gruppo Atlantia che realizzò il progetto di rinforzo del viadotto: il direttore tecnico Emanuele De Angelis e il responsabile del progetto retrofitting Massimiliano Giacobbi. Le accuse contestate a vario titolo sono disastro colposo, omicidio stradale colposo plurimo e omicidio colposo per violazione delle norme antinfortunistiche. Non figurano invece tra gli indagati, a differenza di quanto erroneamente scritto in precedenza, il funzionario del Mit Giovanni Proietti e il manager di Spea Engineering Massimo Bazzarelli.