22 aprile 2021
Aggiornato 04:00
Legge di bilancio

Borghi: «La manovra manterrà gli impegni del contratto di governo»

Il deputato leghista, presidente della commissione Bilancio, fa il punto sulla finanziaria: «Restare intorno al 3% del rapporto deficit/Pil è la soluzione ottimale»

Claudio Borghi, deputato della Lega e presidente della commissione Bilancio della Camera, dalle parole di Salvini e Di Maio sembra che l'accordo politico sulla manovra sia stato trovato. Dobbiamo aspettarci un inizio di flat tax, di reddito di cittadinanza e di smantellamento della Fornero?
Sì, mi sembra proprio che l'intento sia quello. Secondo me è il meglio che si possa fare, date le circostanze: dimostrare al contempo che siamo assolutamente determinati a realizzare il contratto di governo, e che abbiamo un'ottica di legislatura. Mi è parso che in giro ci fosse l'errata convinzione che volessimo far cadere il governo, capitalizzare il miglioramento nei sondaggi, andare al voto insieme alle europee... Avremmo tutto da guadagnarci, ma non è questo il nostro intento: c'è un contratto di governo e vogliamo rispettarlo.

Salvini è apparso anche più moderato e rassicurante nei confronti dell'Europa, per esempio promettendo che non sarà sforato il limite del 3% del rapporto deficit/Pil. Avete cambiato toni?
Devo dire la verità: ogni tanto, quando vedo le mie parole riportate sui giornali, mi viene il dubbio di essere davvero io. Allora, per sicurezza, sono andato a riguardarmi le non poche dichiarazioni che ho fatto, o addirittura scritto su Twitter negli ultimi anni. Da nessuna parte ho mai detto che la nostra necessità sarà sforare il 3%. La cifra del 3%, in sé, non ha nessun fondamento, ma finché stiamo nell'euro, e sapete come la penso al riguardo, il vincolo vero è quello del saldo commerciale. Ovvero, non mettere in circolo troppi soldi con manovre espansive, perché se lo si facesse si aumenterebbero troppo le importazioni e si andrebbe in deficit di bilancia commerciale. Restare nei dintorni del 3%, secondo me, è la soluzione ottimale. E, del resto, l'avevamo scritto chiaramente già prima delle elezioni, quando ci era stato chiesto quale fosse il nostro obiettivo pluriennale di finanza. Lo avevamo mandato all'osservatorio di Cottarelli, che lo aveva chiesto a tutti i partiti, ed è ancora sul sito, potete andarlo a guardare: non c'era scritto 4, 5, 7%, ma arrivare vicini al 3%.

Quindi questa storia del confronto tra le posizioni più anti-europee sue e di Bagnai e quelle più moderate di Garavaglia e Giorgetti non è vera?
Che io e Bagnai siamo anti-euro è cosa stranota. Ma, essendo questo un tema che non è nel contratto di governo, non è in discussione.

Insomma, non è che volete lanciare un messaggio più conciliante per timore dello spread.
No. Ne abbiamo anche parlato espressamente e c'è l'accordo più o meno di tutti: lo spread dipende dalla Banca centrale europea. Sono speculazioni consentite esclusivamente dal fatto che sta terminando il quantitative easing. È un tema che porteremo fortemente in Europa.

A questo proposito, lei propone che la Bce intervenga quando lo spread di un Paese supera un certo livello. Negli incontri tra il governo e Draghi è emersa un'apertura a questa ipotesi o no?
Al momento, sia la Commissione europea che la Banca centrale sono uscenti, quindi penso sia difficile che si possano impegnare in progetti di lungo termine. Semmai, questo è un forte argomento che dovrà essere portato in campagna elettorale per le prossime elezioni.

Quindi se l'asse sovranista dovesse ottenere la maggioranza, scenario che dai sondaggi appare tutt'altro che impossibile, l'architettura delle istituzioni europee cambierebbe?
È possibile. Il mio sogno, ovviamente, sarebbe sempre quello dello smantellamento controllato. Però, finché si resta all'interno di questo condominio, ci sono dei modi per viverci in modo più piacevole. Come dico ogni tanto, il fatto che uno stia in prigione non giustifica che lo si metta in ginocchio sui ceci.

Si parla di un cambio di nome della Lega, o addirittura di un partito unico del centrodestra. Che clima si respira all'interno?
Siamo molto più orientati sulle cose da fare che su queste questioni.

Quindi, anche se i giudici decidessero per un sequestro esecutivo dei 49 milioni, voi andreste avanti nella forma attuale?
È evidente che qualcosa bisognerà inventarsi, ma al momento preferiamo non pensarci.

E la coalizione di centrodestra con Berlusconi sarà riproposta anche alle regionali?
Non saprei dire. La nostra è stata una riunione economica, non abbiamo trattato temi di politica locale.