25 marzo 2019
Aggiornato 00:30
Politiche europee

Salvini-Orban, c'è l'accordo: «Nasce la nuova Europa». E fuori il Pd contesta

Con l'incontro tra il ministro italiano e il premier ungherese «comincia un percorso» che porterà a una «svolta storica»: i sovranisti vogliono prendersi la Ue

MILANO«Comincia oggi un percorso che ci accompagnerà nei prossimi mesi per un’Europa diversa, per un cambiamento della Commissione europea, delle politiche europee, che metta al centro il diritto alla vita, al lavoro, alla salute, alla sicurezza. Tutto quello che le élite europee finanziate dai Soros e rappresentate dai Macron di turno negano». Così il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha commentato l'incontro con Viktor Orban, in una conferenza stampa congiunta con il premier ungherese. «Siamo vicini – ha detto – a una svolta storica a livello continentale. Mi stupisce lo stupore di una sinistra che ormai esiste solo per contestare gli altri e che riteneva che Milano non dovesse ospitare il presidente di una potenza europea, come se fosse la sinistra avesse il potere di decidere chi ha diritto di parlare e chi no. E poi si stupiscono se non li vota più nessuno. Conto – ha concluso – che sia il primo di una lunga serie di incontri per cambiare i destini, non solo dell’Italia e dell’Ungheria ma dell’intero continente europeo».

Quelli che contestano
Non tutti hanno però accolto con favore l'asse sovranista Salvini-Orban, anzi. Associazioni, sindacati, partiti politici e perfino una squadra di calcio di rifugiati riconosciuta dalla Federazione si sono ritrovati in piazza San Babila a Milano per la contestazione. I manifestanti rivendicano il valore dell'accoglienza e, soprattutto, vogliono difendere un'idea di Europa come comunità di popoli e non come fortezza. «La loro Europa non è la nostra», ha detto più volte uno dei promotori della manifestazione, l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, stigmatizzando il rischio di un'Europa dei muri. Il diritto all'asilo e un ripensamento delle politiche sull'immigrazione dell'attuale governo saranno temi forti della protesta che vorrebbe anche essere un segnale al Movimento 5 Stelle, che pare guardare al summit tra Salvini e Orban con un certo imbarazzo. «La paura – ha aggiunto Majorino in un'intervista con La Repubblica – per Salvini è un progetto politico costruito sul rancore. E noi dobbiamo essere radicalissimi nella difesa dei principi».

Le critiche del Pd
Particolarmente critico verso il primo ministro dell'Ungheria, celebre per la sua durissima politica contro i migranti, il Partito democratico. «Orban non è la soluzione. Orban è il problema – ha affermato il segretario Maurizio Martina in un post su Facebook – E come lui lo sono i tanti egoismi a ogni latitudine che non intendono condividere responsabilità ma solo scaricare sugli altri i problemi di questo tempo. L'Europa non offre ancora risposte forti a temi cruciali come l'immigrazione proprio per responsabilità di governi, come quello ungherese, che non sono mai stati disposti a condividere oneri e responsabilità ma in compenso sono sempre pronti a riceve regolarmente ingenti fondi comunitari. Il 95% degli investimenti pubblici in Ungheria è cofinanziato dall'Unione europea. Dica Orban – aggiunge il segretario Pd – se è pronto ora a condividere quote obbligatorie di richiedenti asilo, che arrivano in Europa dal mediterraneo, anche nel suo paese visto che fino a qui non ha mai accolto. E dica se è pronto a rinunciare a parte dei fondi che arrivano nel suo paese per finanziare, insieme a tutti gli altri, vere politiche europee per l'immigrazione, la gestione delle frontiere, la difesa comune».