15 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Crollo ponte A10 Genova

Per il governo la colpa è di Autostrade: «Rischia multe e il ritiro della concessione»

Il ministro delle Infrastrutture, Toninelli, e i due vicepremier Di Maio e Salvini attribuiscono la responsabilità della mancata manutenzione al gruppo Benetton

È la società Autostrade la prima a finire nel mirino dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. A caldo, l'azienda del gruppo Benetton si è affrettata a difendersi con uno scarno comunicato (in cui sosteneva che il viadotto era «monitorato costantemente») e con le parole del suo direttore del tronco di Genova, Stefano Marigliani, secondo cui «dai controlli non era mai emerso nulla che facesse presagire» quanto accaduto.

Le accuse del ministero
Ma questa difesa d'ufficio, che senz'altro servirà ad evitare ai vertici di Autostrade per l'Italia un'indagine per omicidio, non basta però né ai mercati (dove il gruppo Atlantia, che controlla la società, è crollato a picco con un -5,39%), né tantomeno alla politica. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, ha subito imputato il disastro all'insufficiente manutenzione, che compete appunto ad Autostrade. «I vertici di Autostrade per l'Italia devono dimettersi prima di tutto – ha scritto il titolare del dicastero di Porta Pia su Facebook – E, visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l'eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d'Europa, mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato».

Tolleranza zero
La posizione del governo, dunque, pare chiara è netta: la colpa è della società Autostrade, che rischia di vedersi ritirata la concessione e di pagare multe salatissime. «I responsabili hanno un nome e un cognome e sono Autostrade per l'Italia – ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio a Radio Radicale – Dopo anni in cui si è detto che le cose dai privati sarebbero state gestite molto meglio, ci troviamo con uno dei più grandi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza. Queste sono scuse. Non è stata una fatalità, si poteva evitare: le condizioni visibili a tutti, non a un ingegnere, lasciano capire che Autostrade doveva fare la manutenzione e non l'ha fatta. Prima di tutto si dimettano i vertici. È possibile, in caso di inadempienze, ritirare la concessione e far pagare multe fino a 150 milioni di euro: Toninelli ha già avviato le procedure». La linea dura dell'esecutivo nei confronti del concessionario autostradale viene confermata anche dalla Lega, per bocca del suo leader Matteo Salvini: «La revoca delle concessioni è il minimo che ci si possa aspettare – afferma – Una società, come quella che gestisce quel tratto autostradale, che fa miliardi di utili deve spiegare agli italiani perché non ha fatto il possibile per reinvestire una parte di quegli utili in sicurezza».