26 marzo 2019
Aggiornato 07:00
Genova

Genova, aperta l'inchiesta per disastro colposo. Salvini: «I responsabili pagheranno»

Oltre venti i morti nel crollo del ponte Morandi, indaga la Procura genovese. Il ministro Toninelli: «Non si è fatto abbastanza sulla manutenzione»

Il ponte Morandi dell'autostrada A10 crollato a Genova
Il ponte Morandi dell'autostrada A10 crollato a Genova

GENOVA – Un’inchiesta per disastro colposo ed omicidio colposo plurimo dopo il crollo del ponte Morandi è stata aperta dalla Procura di Genova. Sulle cause della tragedia per ora solo ipotesi: quella più probabile è di un cedimento strutturale che potrebbe avere avuto come causa scatenante le forti piogge della mattina o addirittura, secondo alcune fonti, un fulmine. Il bilancio ufficiale ma ancora provvisorio del disastro è di almeno 22 morti. Si tratta comunque di una cifra destinata molto probabilmente a salire, perché al momento del crollo, sul tratto interessato, stavano transitando una trentina di autoveicoli e alcuni mezzi pesanti.

Il bilancio del disastro
Ai microfoni di Sky Tg24, il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, ha dichiarato: «Sono almeno già 22 le vittime recuperate, e 8 feriti». In conferenza stampa, il capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha invece parlato di «20 morti accertati e 13 feriti. Stavano transitando in quel frangente sulla campata del ponte che è crollato una trentina di autovetture e alcuni mezzi pesanti. Temiamo che, ovviamente, il numero delle vittime e dei feriti sia destinato ad aumentare, perché sono in corso le operazione di rimozione dei detriti della parte del ponte caduto per trovare ulteriori persone». Il sindaco del capoluogo ligure, Marco Bucci, ha pronunciato parole di conforto per i concittadini: «È stata una disgrazia, ma Genova non è in ginocchio. C’è stata una grande reazione da imprese e cittadini: Genova non è in ginocchio. Genova ha un percorso di crescita e continuerà ad andare avanti. Le disgrazie avvengono, siamo vicine alle vittima, ma questo non vuol dire che dobbiamo solo piangere, non dobbiamo rinunciare ai progetti che abbiamo. Genova è pronta per reagire, sta reagendo e riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi».

La reazione del governo
Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dopo aver assicurato che «i responsabili, con nome e cognome, pagheranno tutto e pagheranno caro», ha invece puntato l’indice sui «vincoli europei che ci impediscono di spendere soldi per mettere in sicurezza le scuole dove vanno i nostri figli o le autostrade su cui viaggiano i nostri lavoratori» ma «metteremo davanti a tutto e a tutti la sicurezza degli italiani». Oggi Salvini si recherà a Genova, «per ringraziare i soccorritori, per stare vicino alle famiglie delle vittime e per accertare le responsabilità». Anche il ministro dei Trasporti e Infrastrutture Danilo Toninelli, in collegamento con il Tg1, ha dichiarato: «Queste tragedie non possono accadere in un Paese civile come l’Italia. La manutenzione viene prima di ogni cosa e i responsabili dovranno pagare fino all’ultimo. In questi 60 giorni di governo – ha detto Toninelli – abbiamo dato immediatamente mandato di lavorare su manutenzione e messa in sicurezza dei viadotti e al loro monitoraggio attraverso dei sensori. Quasi tutti, costruiti tra gli anni ’50 e ’70 hanno bisogno di manutenzione ordinaria. Questo governo metterà i soldi proprio lì, per evitare che capitino ancora tragedie di questo tipo. Da cittadino italiano mi dispiace constatare che su queste infrastrutture non sia stata fatta tale manutenzione e questi fatti ne sono la testimonianza. Sulla manutenzione ordinaria non si è fatto abbastanza».