14 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Putti (ex M5s) si difende: Tutta la verità sulla «favoletta» del crollo del ponte

L'ex candidato sindaco del Movimento 5 stelle si difende dalle accuse piovutegli addosso dalla stampa: «Stavamo rispondendo a chi difendeva la Gronda»

GENOVA«Dopo una tragedia come questa, non avrei mai voluto rilasciare un commento politico a caldo, nel momento del dolore». Ma Paolo Putti, che con il Movimento 5 stelle fu candidato sindaco di Genova prima e capogruppo consiliare poi, è stato tirato in ballo sul malgrado, dai grandi giornali, già poche ore dopo il crollo del ponte Morandi. E quindi si è sentito inevitabilmente in dovere di replicare, per far sentire anche la sua, di verità. Il motivo per il quale Putti è finito nel mirino è un suo intervento del dicembre 2012 in consiglio comunale, durante il quale pronunciò delle parole che, riascoltate oggi, suonano sinistre: «Il ponte Morandi? A noi Autostrade, in quest'aula, ha detto che per altri 100 anni può stare in piedi». La stampa si è limitata ad estrapolarle e a proporle polemicamente così. Ma, in realtà, questa dichiarazione dell'allora consigliere comunale pentastellato va rimessa nel suo giusto contesto: e, in particolare, in quello della battaglia politica contro la nuova autostrada della Gronda di Ponente. Ed in effetti erano proprio i comitati No Gronda, sostenuti dal M5s locale, a definire una «favoletta» quella dell'imminente crollo del ponte.

La replica
«Se ho pronunciato quelle parole – spiega ora Putti ai microfoni del DiariodelWeb.it – non era perché volevo sostenere che il ponte Morandi non sarebbe crollato, ma perché stavo rispondendo proprio a chi voleva difendere a tutti i costi la Gronda. Prima ci dicevano che la nuova autostrada avrebbe dovuto sostituire il ponte, perché il suo crollo era imminente, poi però anche secondo il progetto della Gronda il ponte sarebbe dovuto rimanere. Era questa la 'favoletta' a cui ci riferivamo, quella che ci volevano raccontare». Fatto sta che, a quasi sei anni di distanza, quelle dichiarazioni sono state ripescate di nuovo, quasi a voler incolpare proprio i grillini per il disastro avvenuto oggi: «Noi veramente in questa vicenda non siamo mai entrati – prosegue l'ex consigliere – Per questo mi è sembrato pazzesco che i media, a partire dall'Huffington Post, abbiano dato questa interpretazione. Mi ha lasciato molto amareggiato. Anche perché la cosa che mi fa ulteriormente rabbia è che tanta gente, che non conosce la storia, ora penserà che la Gronda avrebbe potuto evitare questo crollo: invece non è così. Perché, nel progetto definitivo e approvato, il Morandi continuava comunque ad esserci. È terribile che facciano passare chi è contro la Gronda come qualcuno che abbia voluto mettere alla prova il ponte».

Previsioni inascoltate
Semmai sono state le amministrazioni genovesi che si sono susseguite a non ascoltare le profezie di chi, come l'ingegner Antonio Brencich, aveva previsto che il ponte sarebbe finito male perché era stato costruito non a regola d'arte. «La politica, come sempre, si è affidata ai pareri dei tecnici», spiega ancora l'ex esponente pentastellato. Forse hanno ascoltato i tecnici sbagliati? «Forse, ma io in questa caccia alla responsabilità non voglio entrare, non oggi – conclude Putti ai nostri microfoni – Ci sarà tempo per la magistratura di svolgere le sue indagini e accertare gli eventuali colpevoli. E, anche quando questo avverrà, noi non proveremo alcuna soddisfazione. Perché non posso nemmeno immaginare che qualche politico avesse tra le mani i dati che lasciavano prevedere un crollo e che li abbia volontariamente trascurati».