18 novembre 2018
Aggiornato 18:00

Genova, Toninelli crea una commissione ad hoc. Rixi rivela i suoi dubbi sulla Gronda

Il ministro dei Trasporti ha creato subito una commissione di verifica al Ministero: "Peccato non sia stata fatta prima"
Il New York Times con la notizia del ponte crollato a Genova
Il New York Times con la notizia del ponte crollato a Genova (ANSA/WEB)

GENOVA - «Ho creato una commissione di verifica all'interno del Ministero, con ispettori già sul luogo». Sulle cause del crollo del viadotto Morandi e l'ipotesi che sta circolando di un fulmine che avrebbe colpito la base del viadotto, «domani qualche risposta in più può essere data. Ora non siamo ancora in grado». Queste la parole del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in collegamento con SkyTg24, spiegando che parallelamente «è partito il progetto di verifica costante dei tanti ponti e viadotti che abbiamo in Italia. È una tragedia che non sia stato fatto prima questo lavoro».

Salvini: «Spendere tanto per messa in sicurezza»
Immediato anche l'intervento di Matteo Salvini: «Se ci sono vincoli esterni che impediscono di mettere in sicurezza le scuole dei nostri figlie e le autostrade su cui viaggiano i nostri lavoratori, sarà il caso di porsi il dubbio di continuare a rispettare questi vincoli o mettere davanti a tutto la sicurezza degli italiani. Ovviamente la mia risposta è la seconda», ha detto il ministro dell'Interno e vicepremier in visita in Sicilia. Nella dichiarazione trasmessa in diretta da SkyTg24, Salvini ha osservato che «per mettere in sicurezza scuole, ponti, viadotti, c'è da spendere tanto». Salvini ha poi ringraziato tutti gli operatori che si stanno prestando per i soccorsi: «Un ringraziamento alle centinaia di professionisti e volontari impegnati da ore nei soccorsi e una preghiera per le vittime e per le loro famiglie. Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità di questo disastro immane». 

I dubbi di Rixi sulla gronda
A Genova, sul luogo del disastro, il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi che non risparmia critiche: «Si parlava e si monitorava il ponte con attenzione: probabilmente bisognava intervenire prima in maniera drastica anche con alcuni progetti alternativi per dirottare il traffico autostradale, ad esempio con la Gronda di Genova». «Non si può vivere di opere fatte negli anni '50», ha aggiunto. «Sicuramente la gronda di Genova poteva avere cantieri aperti già negli anni '80. Ora alcune opere vanno fatte e in tempi brevi, non si possono lasciare situazioni così perché nessuno è in grado di decidere». «Se verranno accertate delle mancanze devono essere punite». «È chiaro che - ha osservato - in queste ore bisogna capire cosa è successo, ci saranno stati problemi legati all'ultima calamità ma è impensabile che un ponte di questa importanza possa venire giù in questa maniera. Per fortuna non sono state coinvolte abitazioni civili che in parte si trovano sotto il ponte. È una tragedia che non si deve ripetere. Evidentemente c'è stato un cedimento, bisogna capire anche se c'è anche qualche disattenzione di qualcuno: non è pensabile si possano vivere tragedie di questo tipo in questo paese». «Il governo - ha sottolineato Rixi - deve riuscire a intervenire rapidamente: rischiamo che uno dei nodi più importanti del traffico rischi di rimanere completamente isolato. Un crollo di questa portata non è accettabile in un paese come l'Italia, non è accettabile che un ponte del genere non abbia le caratteristiche per evitare un crollo, è venuta giù l'intera campata centrale».

Il Procuratore: «Nessuna segnalazione»
Intanto il Procuratore aggiunto di Genova, Paolo D'Ovidio, ai microfoni del Tg3 fa sapere che non c'è stata «nessuna segnalazione» su eventuali criticità o sulla pericolosità del viadotto sulla A1. «So che c'erano in corso lavori di manutenzione immagino ordinaria - ha aggiunto - ma nessuna avvisaglia». «Abbiamo avviato indagini per ricostruire quello che è successo - ha spiegato - ma gli accertamenti saranno abbastanza complessi e non si possono prevedere i tempi per fare chiarezza. Bisognerà capire quante persone sono state coinvolte, quali gli enti deputati al controllo e alla manutenzione».